Martedì, 30 Ottobre 2007 00:00

ACQUA API CHIEDE REVISIONE TARIFFE

Posto che l’acqua sia un bene mercificabile, quanto può valere l’acqua di una regione che ne è particolarmente ricca? In Basilicata moltissimo e comunque più che in Puglia, regione che prende l’acqua dagli invasi lucani pagando in cambio un corrispettivo alla Regione. Riprendendo un discorso avviato due anni fa, il presidente dell’API Nuzzaci ha chiesto di accelerare la procedura di revisione delle tariffe per la fornitura del servizio idrico, interessando le istituzioni competenti in materia, cioè la presidenza della Regione, l’AATO – Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale e l’Acquedotto Lucano. La necessità di rivedere il sistema tariffario applicato deriva dall’eccessiva onerosità delle tariffe.
ACQUA API CHIEDE REVISIONE TARIFFE
 
Posto che l’acqua sia un bene mercificabile, quanto può valere l’acqua di una regione che ne è particolarmente ricca? In Basilicata moltissimo e comunque più che in Puglia, regione che prende l’acqua dagli invasi lucani pagando in cambio un corrispettivo alla Regione. Riprendendo un discorso avviato due anni fa, il presidente dell’API Nuzzaci ha chiesto di accelerare la procedura di revisione delle tariffe per la fornitura del servizio idrico, interessando le istituzioni competenti in materia, cioè la presidenza della Regione, l’AATO – Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale e l’Acquedotto Lucano. La necessità di rivedere il sistema tariffario applicato deriva dall’eccessiva onerosità delle tariffe per la fornitura del servizio idrico per uso industriale previste nel Piano d’Ambito, segnalata dall’API a novembre del 2005 dopo aver raccolto il malessere diffuso tra le aziende il cui ciclo produttivo richiede consumi consistenti. Dopo quella segnalazione ci fu un proficuo incontro presso la sede dell’AATO, seguito dalla presentazione di osservazioni dal parte dell’l’Associazione con proposte di revisione volte a differenziare per tipologia di attività le tariffe di eccedenza al fine di renderle più eque anche nel raffronto con le tariffe di eccedenza per uso domestico. In quell’occasione l’AATO annunciò la revisione del Piano d’Ambito entro la fine di ottobre dello stesso anno, revisione che a tutt’oggi non è stata fatta. Nel frattempo, mentre le imprese pagano ancora bollette esorbitanti e – a parere dell’Associazione – inique, giungono ulteriori conferme del fatto che le tariffe per uso industriale applicate in Puglia, regione che usufruisce delle forniture idriche della Basilicata a fronte di un corrispettivo denominato oneri tariffari, sono inferiori a quelle pagate dalle imprese lucane. Per questi motivi Nuzzaci ha invitato Regione AATO e Acquedotto Lucano, ciascuno per la propria competenza, ad accelerare le procedure di revisione del Piano d’Ambito e, quindi, del profilo tariffario, convocando a breve un incontro con le associazioni imprenditoriali per un doveroso aggiornamento sull’argomento. In passato il presidente dell’Autorità d’Ambitoche governa il Servizio idrico integrato in Basilicata, Angelo Nardozza,si è sempre dichiarato disponibile ad esaminare la problematica avviando anche la discussione con le parti socialial fine di giungere alla definizione delle nuove tariffe. Tuttavia, l’obiettivo di migliorare il servizio offerto deve essere coniugato con la necessità di mantenere inalterati i costi, anzi di ridurli o comunque di differenziarli per tipologia di attività, e il tutto non puòprescindere dal perseguire idonee politiche di sviluppo industriale – in sintonia con la Regione – che si traducano in un idoneo piano tariffario. Il caro-tariffe in Basilicata comporta un enorme aggravio di spese soprattutto per quelle attività produttive che utilizzano l’acqua nel ciclo produttivo e che, quindi, ne consumano ingenti quantità, come per esempio gli impianti di produzione di calcestruzzo e le cave di inerti che consumano oltre 10.000 metri cubi all’anno, oppure le aziende alberghiere con consumi annui oltre 4.500 metri cubi. L’Api, dunque, ha proposto l’applicazione di tariffe differenziate per tipologia di attività all’interno della Tariffa di Eccedenza per uso industriale e commerciale, in modo tale da rendere più equo il sistema tariffario applicato. L’iniquità, infatti, deriva dal fatto che le tariffe attualmente si applicano indifferentemente per le imprese industriali, per gli alberghi e per i piccoli negozi, senza fare distinzione alcuna tra i vari livelli di consumi, evidentemente differenti per l’industria, i servizi e il commercio. Laddove, invece, l’acqua rientri nel ciclo produttivo aziendale, occorrerebbe operare delle distinzioni a seconda dell’attività effettiva. Il problema sollevato riguarda un numero relativamente esiguo di imprese presenti sul territorio regionale, ragion per cui il minore introito che deriverebbe da una revisione al ribasso delle tariffe non inciderebbe sulla gestione e sul funzionamento di Acquedotto Lucano.
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