Sabato, 24 Maggio 2008 00:00

IL PELO E IL VIZIO

La seduta partenopea del nuovo Consiglio dei ministri ha dato più d’un risultato inaspettato. Certo, a pochi giorni di distanza, non mi pare possibile esprimere un purché minimo giudizio sull’efficacia di quanto il presidente Silvio Berlusconi e i suoi ministri hanno posto in essere. Il passo, però, appare per lo meno interessante sotto l’aspetto della sua novitosità. Per incominciare, Gianni De Gennaro lascia il campo a Guido Bertolaso... Mi piace rilevare che l’esecutivo nazionale abbia preferito presentare alle aule parlamentari un disegno di legge da discutere e, forse, condividere... Sul provvedimento “salva Rete4” Antonio Di Pietro ha detto che “Berlusconi perde il pelo, ma non il vizio". Sbagliato. All’uomo di Arcore il pelo gli ricresce...
IL PELO E IL VIZIO
 
La seduta partenopea del nuovo Consiglio dei ministri ha dato più d’un risultato inaspettato. Certo, a pochi giorni di distanza dai provvedimenti adottati, non mi pare possibile esprimere un purché minimo giudizio sull’efficacia di quanto il presidente Silvio Berlusconi e i suoi ministri hanno posto in essere. Il passo, però, appare per lo meno interessante sotto l’aspetto della sua novitosità. Per incominciare, Gianni De Gennaro lascia il campo a Guido Bertolaso e i provvedimenti previsti, almeno questa volta, dovrebbero essere resi operativi. Non si tratta, quella di De Gennaro, di una rimozione per incapacità. A lui è toccato il difficilissimo compito di riavviare una macchina inceppata da tempo e Napoli dovrebbe essergli grata per il lavoro svolto in situazioni davvero inimmaginabili di degrado e di boicottaggio, non ultimo quello delle organizzazioni malavitose che operano sul territorio campano. Bertolaso avrà dalla sua l’esercito e, per quanto si possa immaginare ogni possibile reazione alla realizzazione di nuove discariche e di inceneritori, i rifiuti dovranno essere eliminati ad ogni costo. Mi sembrano altrettanto interessanti le altre misure del nuovo governo. Si parla di utilizzo di fonti di energia diverse dai derivati del petrolio, compreso quella nucleare. S’intende, con ogni garanzia possibile e immaginabile, ma la delicata questione andava affrontata, dal momento che continuiamo a comprare dalle nazioni vicine energia prodotta da centrali nucleari che potrebbero, in situazione di pericolo, diventare pericolose per la nostra stessa nazione. Insomma, nonostante la scelta antinuclearista di qualche anno fa, i pericoli li abbiamo appena dietro la porta di casa. Anche sul fronte dell’immigrazione clandestina qualcosa si è mosso. Mi piace rilevare che l’esecutivo nazionale, pur potendo ricorrere al varo di un decreto legge, abbia preferito presentare alle aule parlamentari un disegno di legge da discutere e, forse, condividere. L’opposizione, ovviamente, non è d’accordo. Lo shadow cabinet del Partito democratico preconizza battaglie sull’argomento. Benissimo. La democrazia è fatta anche e soprattutto di questo. Tutto bene? No, una stonatura c’è e riguarda il provvedimento semplicisticamente definito “salva Rete4”. Qui il gioco dell’opposizione si farà duro e il “valorista” Antonio Di Pietro ha già commentato, dicendo che “Berlusconi perde il pelo, ma non il vizio”. L’ex ministro è poco attento. Se c’è una cosa che l’uomo di Arcore non perde è proprio il pelo. Anzi, gli ricresce…
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