Mercoledì, 07 Febbraio 2024 16:39

ELEZIONI: MONACO DICE "STRANE RICHIESTE DA AZIONE"

“Sembra davvero singolare che il segretario di un partito...

...che dichiara di poter stare indifferentemente col centrodestra o col centrosinistra chieda un passo indietro all’unico candidato in campo del fronte moderato e progressista”. Così – in una nota – Lindo Monaco, coordinatore politico di Basilicata Casa Comune, che ha indicato Angelo Chiorazzo come candidato alla Presidenza della Regione. In particolare, Monaco ha fatto riferimento a una dichiarazione del segretario lucano, Donato Pessolano, che ha chiesto a Chiorazzo di rimettere la sua candidatura. “Fa venire il dubbio che – ha continuato Monaco – abbia trovato porte chiuse dall’altra parte o che tenti di continuare a frenare il centrosinistra con problemi bizantini, conventio ad excludendum e pregiudiziali di rito come si sta facendo da mesi. Anche perché appare incomprensibile come le primarie che lo stesso Calenda invoca in ogni dove, e specie dove ci sono candidati esterni ai partiti, qui non le vogliano. Noi continuiamo a lavorare solo ed esclusivamente nell’interesse dei lucani, ed è giusto che siano loro a decidere”, ha concluso il dirigente di Basilicata Casa Comune.

LE DICHIRAZIONI DI AZIONE DONATO PESSOLANO

Il segretario regionale della Basilicata di Azione, Donato Pessolano, ha chiesto ad Angelo Chiorazzo – indicato da tempo da “Basilicata casa comune” come candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione – di “prendere atto dell’impasse e di rimettere la sua candidatura a governatore”. Secondo Pessolano, “è evidente che una candidatura che non incontra adesioni ampie delinea un quadro fallimentare e sicuramente non competitivo”. Pessolano ha parlato di “mesi di incontri che nulla hanno prodotto, nonostante la chiarezza delle posizioni espresse e fondate tutte sul rispetto delle reciproche prerogative a garanzia del pluralismo democratico e delle parti in campo. Da mesi – ha aggiunto – proponiamo un metodo diverso al tavolo che è quello di una condivisione di più nomi sui quali discutere e fare sintesi. Abbiamo anche bocciato le ipotetiche primarie che avrebbero senso di esistere solo dinanzi a nomi espressione diretta dei partiti. Al contrario non si intravede alcuna cornice politica che le giustifichi. L’imposizione, divenuta oggi ostinazione, forse mal suggerita da taluni interpreti, è un atto ingiustificato a fronte dei buoni propositi esplicitati. Invitiamo pertanto Chiorazzo ad essere protagonista di un cambio di passo – ha concluso Pessolano – agevolando egli stesso un rinnovato confronto, che potrà essere favorito solo da un suo passo indietro rispetto alla candidatura alla presidenza”.

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