Giovedì, 25 Gennaio 2024 16:57

ROSA: "NESSUNO SCIPPO ALLA BASILICATA"

“Consiglierei all’auto-candidato Angelo Chiorazzo, di rileggere la Costituzione",

"il Codice civile e anche il Decreto legge sull’autonomia differenziata prima di insistere a voler ricoprire il ruolo di presidente della regione Basilicata. Le sue uscite sulla autonomia differenziata dimostrano, infatti, una scasa conoscenza delle competenze Stato-Regioni”. Lo ha detto – in una nota – il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa, vicepresidente della commissione Ambiente ed Energia, riferendosi a una dichiarazione fatta ieri dal fondatore della cooperativa Auxilium, indicato da Basilicata Casa Comune e sostenuto dal Pd come candidato governatore alle prossime Regionali. “Va sottolineato che – ha aggiunto il parlamentare eletto in Basilicata – petrolio, acqua e rinnovabili, le quali ultime, viste le sue frequentazioni, riteniamo essere ciò che gli sta più a cuore, non sono state scippate da nessuno. Il petrolio è risorsa statale. Le dighe sono sempre state gestite da un ente statale, l’Eipli. Ed infine l’energia è di competenza concorrente tra Stato e Regioni”. Secondo Rosa, “con la riforma dell’autonomia differenziata, non cambia nulla o potrebbe cambiare tutto se la Basilicata dovesse decidere, come ha fatto, ad esempio, la Campania, di volere maggiore autonomia. La disinformazione sulla questione è enorme e, ritengo, intenzionale. Prima di tutto è da dire che l’autonomia differenziata non l’ha inventata il Governo Meloni. La riforma del titolo V è stata approvata nel 2001, da una maggioranza di centrosinistra, e attribuisce la possibilità, alle Regioni che lo richiedono, previa intesa con lo Stato, il trasferimento a queste ultime di alcune materie che, oggi, sono di competenza concorrente, e delle corrispondenti risorse a quelle Regioni che riescano efficientemente ad assicurarne l’attuazione al pari o meglio dello Stato. Lo hanno già fatto, ben prima che il governo Meloni venisse eletto, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il Decreto legge approvato stabilisce, in modo chiaro, che non sarà possibile procedere alla definizione dell’autonomia differenziata, se non saranno prima individuati i livelli essenziali delle prestazioni. Quello che, invece, il governo Meloni ha fatto, ridando il senso di unità nazionale al provvedimento, è quello che nessun Governo, prima, ha mai voluto fare: determinare i livelli essenziali delle prestazioni che devono essere assicurati a tutti gli Italiani, rompendo il dogma della ‘spesa storica’ quale elemento su cui calcolare i Lep”. “Questo – ha continuato – era l’elemento che avrebbe potuto pregiudicare le Regioni meridionali, visto che, da sempre e proprio per l’assenza della determinazione dei Lep, le risorse sono state ripartite tra le Regioni in base alla spesa storica, con evidente pregiudizio per il Sud. Su queste basi – dice Rosa – l’autonomia differenziata può fare paura solo agli amministratori incapaci di gestire al meglio le risorse per i propri cittadini. E, purtroppo, in Basilicata ne abbiamo avuti molti. E, vista la poca preparazione dell’auto-candidato Chiorazzo, c’è da temere che potremmo avere ancora altri amministratori poco competenti”, ha concluso Rosa.

CHE COSA HA DETTO ANGELO CHIORAZZO

“Una regione lasciata sola a risolvere problemi e difficoltà, che nello stesso momento vede tutte le ricchezze del suo territorio (dall’acqua al petrolio alle rinnovabili) finire nella gestione centrale dello Stato non è più autonoma, ma diventa una colonia”. Lo ha scritto, in una nota, Angelo Chiorazzo, indicato da Basilicata Casa Comune come candidato governatore per le Regionali della prossima primavera. “Il rappresentante di un popolo che accetta supinamente che venga compiuto tutto ciò, non è un presidente di regione ma appunto – ha aggiunto – il governatore di una colonia. Credo che questo scempio a cui danno il nome di autonomia differenziata sia un disegno immorale che spacca il Paese, priva il Mezzogiorno di ogni possibilità di riscatto, condanna i meridionali ad essere cittadini di serie B del nostro Stato, e consegna la Basilicata all’irrilevanza, i lucani alla scelta tra emigrazione forzata e marginalità obbligata”. Secondo Chiorazzo, “è impensabile non reagire. Inspiegabile perché Bardi e la sua maggioranza non lo abbiano fatto da principio. Ingiustificabile che i diritti di cittadinanza diventino moneta di scambio, qui, per sostenere le aspirazioni di candidatura, e a Roma, per una perversa compensazione tra le forze politiche. Un’Italia spaccata non conviene a nessuno, nemmeno ai cittadini del centro e del Nord, perché il nostro Paese già oggi fatica a essere riconosciuto nei tavoli che contano e lo sarebbe ancora meno se andassimo a velocità differenziate”, ha concluso.

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