Sabato, 25 Dicembre 2021 17:09

IL BANDO DEL MIC PER IL "CLUSTER"

Ci attendono sfide importanti in Basilicata e nel Sud Italia grazie alle numerose opportunità che il PNRR e la nuova programmazione 21-27 stanno mettendo in campo.

Occorre quindi convocare le migliori energie e professionalità presenti sul territorio lucano, perché si possano condividere e affrontare insieme sia le fasi strategiche di programmazione e progettazione, sia le fasi attuative, che dovranno generare impatti significativi nei Comuni e, soprattutto, nelle aree interne della regione. Si parte con il tanto annunciato bando del Ministero della Cultura a supporto dei Borghi storici italiani, che mira alla rigenerazione culturale e sociale delle aree interne, stimolando la riqualificazione di spazi pubblici, la rigenerazione del patrimonio storico-architettonico insieme all’attivazione di iniziative imprenditoriali e commerciali che creino ricadute occupazionali sul territorio e che contrastino l’accelerazione dello spopolamento. L’Investimento è suddiviso in due linee d’intervento: la Linea A dedicata a progetti pilota per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei Borghi con una dotazione finanziaria di 420 milioni di euro. Grazie a questa linea saranno finanziati 21 borghi, 1 per ogni regione, che beneficeranno di circa 20 mln di euro ciascuno e che saranno scelti dalle stesse Regioni in base a criteri molto stringenti: dovranno essere già in fase avanzata di abbandono e con un massimo di 350 unità abitative. Non sono molti i Comuni lucani candidabili, ma ce ne sono alcuni su cui si potrebbe trovare un accordo condiviso, puntando a creare un modello di sviluppo sostenibile. La Linea B del bando è dedicata invece a progetti locali per la rigenerazione culturale e sociale con una dotazione finanziaria complessiva di 580 milioni di euro. Alla Basilicata spettano circa 5,5 mln di euro e dovrebbero essere solo 3 i progetti finanziabili in regione, su un totale di circa 230 in tutta Italia. Anche per questa linea le griglie di valutazione sono davvero stringenti, quindi sono pochissimi i Comuni e/o i Borghi Storici lucani che potranno partecipare, con popolazione residente fino a 5000 abitanti (in forma singola o aggregata di massimo 3), che abbiano beni culturali e/o paesaggistici vincolati, che facciano parte di associazioni, reti o cammini nazionali e/o internazionali, che presentino riconoscimenti nazionali o internazionali (ad es. Unesco) o che abbiano già accordi di collaborazione pubblico/privata alla presentazione della domanda. Il Presidente Raffaele Vitulli ci tiene a ricordare che “il Cluster Basilicata Creativa aggrega numerose imprese culturali e creative che già hanno fatto interventi di riqualificazione su tutto il territorio lucano e su molti attrattori culturali e turistici, rigenerando percorsi di visita e itinerari, valorizzando parchi archeologici e ambientali in tutta la Basilicata anche attraverso interventi di fruizione digitale, allestendo percorsi museali che oggi rappresentano i maggiori attrattori di alcune aree della Basilicata”. Inoltre il cluster si pone come interlocutore privilegiato per tutte quelle organizzazioni lucane in grado di elaborare progetti e programmi che ben rispondono alle esigenze di rigenerazione sociale e culturale, e che hanno sviluppato nel tempo solide relazioni con molti Enti dislocati sul territorio. Le organizzazioni aderenti a Basilicata Creativa hanno già supportato molti Comuni. lucani nella progettazione integrata, raccogliendo numerose risorse economiche attraverso bandi nazionali (vedi progetto “Magna Grecia”) e bandi regionali, come il progetto “Heritage Smart Lab”. Quest’ultimo, avviato nel settembre scorso, prevede su oltre 20 comuni lucani interventi di rigenerazione del patrimonio costruito di interesse storico, la riqualificazione di spazi urbani e siti archeologici, con la prospettiva di favorire iniziative imprenditoriali e ricadute occupazionali sul territorio, nello spirito del “Bando Borghi”. La Coordinatrice del CTS ribadisce che “attraverso Basilicata Creativa si potranno coinvolgere tutti i gruppi di ricerca dell’Unibas, del CNR e dell’ENEA che operano da anni sui territori e che possono mettere a disposizione importanti strategie non solo in materia di sviluppo culturale ma anche su settori multidisciplinari annessi al recupero sostenibile dei territori e alla generazione di nuovi investimenti”. Da non dimenticare le sperimentazioni fatte nei comuni delle aree interne della Basilicata per la rigenerazione a base culturale durante l’anno da Capitale Europea della Cultura, sia grazie alla Fondazione Matera-Basilicata 2019 che grazie a numerose organizzazioni Project Leader: questo bagaglio di progetti pilota, insieme ai progetti in corso di Basilicata Creativa, rappresentano già delle buone pratiche menzionate e replicate a livello nazionale e internazionale. Questa occasione è troppo importante e va sfruttata al meglio, unendo le forze, le competenze e le relazioni nazionali e internazionali giuste che ci possono permettere di generare impatti significativi. Il Direttivo e il Comitato Scientifico del Cluster stanno istituendo in queste ore un gruppo di lavoro sui temi dello sviluppo a base culturale delle aree interne, proprio per essere di supporto alla Regione e ai Comuni lucani per queste importanti sfide.

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