Martedì, 04 Febbraio 2020 08:30

MATERA: IL SINDACO NON E' SFIDUCIATO

 È risultata nulla la mozione di sfiducia al sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri per mancanza del numero legale, firmata e votata da 14 consiglieri sui 17 necessari per sciogliere il Consiglio comunale.

Al momento del voto la maggioranza ha lasciato l’aula così come il primo cittadino per ricambiare il gesto di 11 consiglieri che hanno abbandonato il banco durante suo discorso.  Resta al suo posto, dunque, De Ruggieri nell’ultimo miglio della legislatura.
“Ha venduto la fiducia della città al centrosinistra” – ha attaccato il consigliere Sasso, primo firmatario, rivolgendosi a De Ruggieri. Altri gli interventi degli esponenti favorevoli alla sfiducia tra cui Toto, L Episcopia e Di Lena. “Ha distrutto un sogno, non ha tutelato gli interessi della comunità, una maggioranza che vacilla sempre”, sono state alcune delle accuse al sindaco. A gettare acqua sul fuoco il consigliere Salvatore Adduce che ha invitato l’assise a non buttare fango sui risultati raggiunti da Matera soprattutto nell’anno da Capitale Europea della Cultura. “Infondate e strumentali le ragioni della mozione con tempistiche sbagliate in vista delle imminenti elezioni” per la consigliera Vena. “I cittadini non capirebbero una mozione di sfiducia alla fine della legislatura” ha spiegato invece Paterino. Una mozione non inutile – ha sottolineato Sansone- è democrazia, strumento civile”. Da Materdomini ricordata la crisi di governo del 2017 da cui è nato il “Governo di Unità Municipale” piuttosto che discutere allora la mozione di sfiducia. Denunciato “il modo di concepire la politica dove ognuno pensa ai propri interessi piuttosto che tutelare il bene comune”. Ha chiesto un scatto d’orgoglio e una nuova Giunta , invece, la consigliera Antezza tra i consiglieri “indecisi” tanto da non votare. “Tirate giù le maschere – ha detto la consigliera Rubino- rivolgendosi ai firmatari della mozione. “Ognuno ha tratto vantaggio nel mettere tutte le volte all’angolo il sindaco”. L’ultima parola prima del voto a De Ruggeri: “Il primo cittadino rispetta i ruoli e le procedure attivate e come ho sempre detto la città deve conoscere chi manda a casa il sindaco e le ragioni. Le dimissioni nascondono equivoci e ambiguità. La verità è una: poiché il Consiglio è l’elemento portante della democrazia, è dal Consiglio che vengono le spinte degli indirizzi politici che garantiscono gli equilibri. Non siamo di fronte a un dittatore e il sindaco deve registrare gli equilibri che sono stati acrobatici”. Ammetto di aver sbagliato nell’individuazione di qualche dirigente rompendo anche rapporti di amicizia. Tutto il resto rimane nella litania delle contestazioni. Voi avete il diritto di togliermi il vessillo da sindaco, ma non potrete mai eliminare il mio vestito da cittadino. Voglio continuare a lavorare per altri 65 anni” (da trmtv.it-Antonella Losignore).

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