Giovedì, 19 Marzo 2009 00:00

LA FONTANA ITINERANTE

Si è mossa. Era stata ferma lì, per oltre un quarantennio e oggi ha ripreso il cammino verso la sua antica dimora. Stiamo parlando della fontana ferdinandea che un tempo troneggiava in piazza Vittorio Veneto, a Matera, fornendo le assetate abitazioni dei materni di acqua proveniente dalle falde freatiche situate nel cuore della collinetta sovrastata dal castello aragonese, opera incompiuta (per sopraggiunti, inderogabili motivi, leggi l’assassinio del committente) voluta dal conte Giancarlo Tramontano. Della ritrovata destinazione esistono sicure testimonianze fotografiche risalente all’inizio del secolo scorso. Nelle foto si intravedono, lungo il fianco del convento di Santa Lucia al Piano, anche le cannelle utilizzate per riempire i recipienti.
LA FONTANA ITINERANTE
 
 Si è mossa. Era stata ferma lì, per oltre un quarantennio e oggi ha ripreso il cammino verso la sua antica dimora. Stiamo parlando della fontana ferdinandea che un tempo troneggiava in piazza Vittorio Veneto, a Matera, fornendo le assetate abitazioni dei materni di acqua proveniente dalle falde freatiche situate nel cuore della collinetta sovrastata dal castello aragonese, opera incompiuta (per sopraggiunti, inderogabili motivi, leggi l’assassinio del committente) voluta dal conte Giancarlo Tramontano. Della ritrovata destinazione esistono sicure testimonianze fotografiche risalente all’inizio del secolo scorso. Nelle foto si intravedono, lungo il fianco del convento di Santa Lucia al Piano, anche le cannelle utilizzate per riempire i recipienti da parte degli abitanti dei Sassi. Con l’avvento della rete idrica estesa in tutto la città, la fontana finì per essere considerata solo un orpello monumentale e, infine, un elemento scomodo nel processo di risistemazione del centro cittadino. Posta all’estremità della villa comunale, però, il manufatto era stato sufficientemente valorizzato e non abbandonato al suo destino. Quando, poi, la piazza fu ripavimentata, il progettista dell’epoca segò, intelligentemente, lo spazio da destinare a “una” fontana. Si pensò a un’opera nuova e, in proposito, un disegno preliminare fu realizzato dall’artista spagnolo José Ortega, ospite durante la dittatura di Francesco Franco proprio qui a Matera. Ora la vecchia fontana si carica di un forte significato di appartenenza e di unità cittadina. In piazza ci sarà lei, la “F’nden” a rappresentare Matera e i suoi abitanti, con tanto di stemma comunale in cima. Ci sta bene così, anche se non avremmo disprezzato la presenza di una bella realizzazione di Ortega.
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