A VENOSA RIAPRONO LE CATACOMBE EBRAICHE
Domenica 21 ottobre ritorna visitabile, a Venosa, il sito delle Catacombe Ebraiche Venosine: posto sulla collina “Maddalena”, il sito costituisce un patrimonio, unico in Italia, di attestazione funeraria di rara importanza e di documentazione epigrafica giudaica così vasta e continua da coprire circa 6 secoli. Dopo tanti anni di lavori di consolidamento e restauro, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, domenica prossima, consegnerà, simbolicamente, le chiavi del sito alla Comunità Ebraica, che sarà presente con il Rabbino Capo di Roma dr. Di Segni e il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane l’avv. Gattegna. Un evento indubbiamente di grande rilevanza e storica e culturale: alcune fonti, infatti, concordano nel considerare la Colonia Ebraica Venosina addirittura più potente e più ricca di quella di Roma. Alcun dubbio, invece, esiste (ed è letteratura dominante tra gli storici) sulla coesistenza pacifica che, a Venosa intrattenevano l’opulenta Comunità Ebraica e la colonia Romana che era ceto dominante nell’antica Venusia: la prossimità e l’integrazione tra due civiltà e culture, assai distanti tra loro è, a Venosa esempio più unico che raro. La giornata inaugurale sarà aperta da un convegno nella Sala del Trono del Castello ducale che vedrà la presenza, oltre che del Presidente della Giunta regionale De Filippo, del Prefetto di Potenza Luciano Mauriello, del sottosegretario Giampaolo D’Andrea e del dr. Aristide Giacomazzi (Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Basilicata), anche quella del prof. Massimo Osanna, Soprintendente per Beni Archeologici per la Basilicata, e della dr.ssa Maria Luisa Nava, Soprintendente Archeologo di Napoli e Caserta. A rappresentare la Comunità Ebraica, oltre a Di Segni e Gattegna, anche il Presidente della Fondazione dei beni culturali ebraici in Italia, dr. Orvieto. Dopo il Convegno, la cerimonia inaugurale del sito in località “Collina Maddalena” posto poco fuori il centro abitato di Venosa. E grande soddisfazione non potevano non esprimere il Sindaco e l’Amministrazione comunale della città di Venosa. “E’ un evento di un’importanza unica – dice il Sindaco Carmine Miranda Castelgrande – che si colloca nella grande storia archeologica e, più in generale, culturale, di Venosa. Un altro importante tassello dell’immenso patrimonio archeologico di Venosa che ne fa una città oramai tappa fondamentale ed obbligata per chi vuole conoscere, studiare e leggere, dagli strati della terra, le storie di uomini e di culture”. Ed un sito turistico ancora più prezioso. Come, del resto, conferma, l’assessore Roberto Preite: “Domenica si compie un altro passo per rendere il patrimonio archeologico una risorsa importante per Venosa. E la soddisfazione che esprimiamo come amministrazione è pari al grande grazie che dobbiamo alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata”. “Il restauro – conclude Preite – e la valorizzazione di questo sito archeologico non potranno che incrementare l’importanza turistica e culturale della Città di Venosa”.