Giovedì, 24 Gennaio 2008 00:00

UE APPROVA PROGRAMMA SVILUPPO RURALE

La Commissione Europea ha approvato ieri il Programma di sviluppo rurale della Regione Basilicata per il periodo 2007-2013. Il piano finanziario prevede una partecipazione pubblica per 648 milioni di euro e una privata di 184 milioni, per un totale di 832 milioni di euro. Soddisfazione per l’approvazione del PSR è stata espressa dall’assessore regionale all’Agricoltura, Roberto Falotico, il quale ha fatto notare come gli sforzi organizzativi compiuti dal Dipartimento negli ultimi mesi abbiano portato al raggiungimento di due importanti obiettivi: assicurare agli agricoltori lucani risposte certe alle loro esigenze di programmazione e disporre di risorse economiche adeguate alla concretizzazione delle politiche agricole regionali.

COMMISSIONE EUROPEA APPROVA PROGRAMMA SVILUPPO RURALE

La Commissione Europea ha approvato ieri il Programma di sviluppo rurale della Regione Basilicata per il periodo 2007-2013. Il piano finanziario prevede una partecipazione pubblica per 648 milioni di euro e una privata di 184 milioni, per un totale di 832 milioni di euro. Soddisfazione per l’approvazione del PSR è stata espressa dall’assessore regionale all’Agricoltura, Roberto Falotico, il quale ha fatto notare come gli sforzi organizzativi compiuti dal Dipartimento negli ultimi mesi abbiano portato al raggiungimento di due importanti obiettivi: assicurare agli agricoltori lucani risposte certe alle loro esigenze di programmazione e disporre di risorse economiche adeguate alla concretizzazione delle politiche agricole regionali. L’approvazione del programma – ha proseguito Falotico – dimostra la coerenza delle prospettive di piano della Regione con tutte le direttive comunitarie che sovrintendono il settore agricolo. Le misure in esso previste interessano tutto il territorio lucano e tutte le aziende agricole e privilegiano la formazione e l’inserimento dei giovani; la protezione e la salvaguardia dell’ambiente; la lotta alla desertificazione; lo sviluppo dell’agricoltura biologica; il sistema di qualità dei prodotti agricoli e alimentari; la gestione strategica delle imprese; il marketing territoriale e l’innovazione tecnologica. L’agricoltura lucana – ha concluso l’Assessore – dovrà tornare ad essere il cuore dell’economia lucana e deve poter rappresentare un approdo sicuro per le giovani generazioni che intendano misurarsi con il rischio di impresa e con la gestione di aziende tecnologicamente adeguate alla globalizzazione dei mercati. La Regione, con il nuovo Programma di Sviluppo, mette a loro disposizione uno strumento di programmazione e una solida base finanziaria di partenza. Per vincere la sfida che ci attende è necessario il coinvolgimento di altri soggetti privati, peraltro già previsto nello stesso PSR. Insieme, si potranno ottenere risultati vincenti, a tutto vantaggio di un territorio che va difeso e sviluppato in armonia con le sue peculiarità e delle giovani generazioni, alle quali vengono assicurate concrete prospettive di crescita e di sviluppo. Il Piano individua due condizioni per aumentare la competitività delle imprese, imprimendo così una spinta autopropulsiva all’intero settore, e per esaltare il ruolo positivo che l’agricoltura può svolgere in chiave di sviluppo rurale: aumentare il potere contrattuale degli imprenditori agricoli in un contesto dove le caratteristiche della domanda e delle reti di distribuzione pretendono modalità di adattamento dell’offerta (massa critica, mix di prodotti, qualità, stagionalità) con dinamiche sempre più veloci rispetto al passato; promuovere processi di coesione interna, dove l’integrazione tra territori che presentano condizioni di produzione favorevoli e territori sfavoriti anche per condizioni pedoclimatiche, possano trovare forme di reciproca convenienza attraverso la ricerca di nuove opportunità che derivano dal collegamento tra aree urbane e aree rurali e tra innovazioni di prodotti e di processo e specificità territoriali. Perché il settore primario possa fornire un contributo positivo per il miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale, sostenendo la gestione e la tutela del territorio sono necessarie due condizioni. Che i processi che saranno attivati per aumentare la competitività delle imprese agricole, sia che riguardino iniziative di filiera che individuali, rispondano sempre a principi di sostenibilità ambientale e che, anzi, utilizzino innovazioni che concorrano a ridurre gli effetti negativi di pratiche agricole e di trasformazione (consumo di acqua, fertilità del suolo, inquinamento da nitrati, smaltimento dei residui, ecc.); e che l’impresa agricola venga messa al centro di quei processi di tutela delle risorse naturali e del patrimonio di biodiversità che le politiche nazionali (piano sulla biodiversità, lotta alla desertificazione, ecc.) e regionali (rete ecologica, piani di forestazione, ecc.) attiveranno con il PSR 2007/2013, anche in prosecuzione di interventi già avviati con i programmi di sviluppo in atto. Il primo asse – ha spiegato Falotico - punta ad accrescere la competitività del settore agricolo e forestale, favorendo l’adeguamento tecnologico e l’introduzione di innovazioni di prodotto, di processo ed organizzative pienamente rispondenti agli standard ambientali e di sicurezza alimentare richiesti, nelle aziende e nelle aree in cui tali elementi risultano funzionali all’incremento del valore aggiunto ed alla stabilizzazione occupazionale del settore. Per raggiungere questo obiettivo, le esigenze delle singole imprese saranno accompagnate ad inserirsi in processi di aggregazione dell’offerta, finalizzati al superamento e/o contenimento della frammentazione della stessa e di miglioramento dell’integrazione, con l’industria agroalimentare e con le strutture logistiche (piastre commerciali) e di rete (e-commerce) da realizzare per migliorare la posizione delle produzioni lucane nei flussi di mobilità nazionali ed internazionali e/o per azioni di marketing territoriale. Tali azioni beneficeranno di una integrazione con il fesr, mentre la formazione professionale, indispensabile per accrescere il capitale umano, può trovare una linea di finanziamento anche nel FSE. Il costo del secondo asse – ha aggiunto l’assessore all’agricoltura - è di 375 milioni di euro. E’ diretto a migliorare l’ambiente e lo spazio rurale, sostenendo la gestione e la tutela del territorio. La Basilicata, infatti, è caratterizzata da una vasta presenza di aree protette e di elevato valore naturalistico, che si sviluppano prevalentemente lungo la dorsale appenninica, in una continuità territoriale da un lato con il Cilento a nord e la Sila al sud, dall’altro, attraverso la collina materana, con il Parco della Murgia. Il nuovo strumento comunitario offre l’occasione per rafforzare le azioni dirette alla valorizzazione del territorio già intraprese dall’amministrazione regionale, in cui la conservazione della biodiversità degli habitat agricoli e forestali assuma un ruolo significativo, e che vedano il pubblico e il privato attori ed esecutori di interventi condivisi tesi al mantenimento e miglioramento dei servizi collettivi. La riduzione dei gas serra è un obiettivo perseguibile mediante il sostegno ad attività quali la produzione di energia rinnovabile e a pratiche agronomiche, forestali e zootecniche improntate alla sostenibilità nella gestione del territorio. Il Programma – ha proseguito Falotico – intende raggiungere un altro obiettivo: diversificare le attività agricole e migliorare la qualità della vita nelle aree rurali, valorizzando le specificità territoriali e cogliendo tra l’altro le opportunità che derivano da esigenze e nuove disponibilità della collettività, sia in termini di sviluppo del turismo rurale e di coinvolgimento attivo nella salvaguardia dell’ambiente, sia in termini di occasioni di risparmio energetico. Questi obiettivi sono interconnessi, nel senso che più misure/operazioni possono concorrere al loro raggiungimento. La valorizzazione dell’ambiente, ad esempio, passa anche attraverso la diversificazione delle attività agricole, che consente al contempo l’integrazione del reddito e facilita il presidio del territorio. Ma la stessa caratterizzazione delle produzioni in base alle specificità territoriali può contribuire ad un tempo alla salvaguardia del patrimonio di biodiversità e ad accrescere il valore commerciale dei prodotti finali. L’investimento è di 110 milioni di euro. Il quarto asse – ha concluso l’assessore Falotico – investe le tematiche delle strategie di sviluppo locale, l’ambiente e la gestione del territorio, la qualità della vita, la cooperazione interterritoriale e transnazionale, la gestione dei gruppi di azione locale, l’acquisizione di competenze e animazione. Costo: 52 milioni di euro. In dettaglio

Letto 444 volte