CARNEVALE: DA SAN MAURO FORTE RIPARTITE LE MANIFESTAZIONI LUCANE

Le tradizioni popolari e culturali sono un elemento fondamentale per rafforzare l’identità culturale regionale, saldamente ancorata sulla storia e su un sistema interconnettivo di saperi e conoscenze”. E’ quanto sostiene l’assessore regionale alla Formazione-Lavoro-Cultura, Antonio Autilio, che ha partecipato a San Mauro Forte alle manifestazioni della Sagra dei Campanacci. “Quello di San Mauro Forte, insieme alla tradizionale e tra le più antiche iniziative di Carnevale del Sud, a Tricarico, alle manifestazioni di Pignola con l’accensione dei falò nella giornata di ieri e la odierna corsa dei muli – afferma l’assessore – rappresentano riti popolari più genuini del Carnevale delle comunità rurali della nostra regione, riti a metà strada tra le credenze popolari e la fede religiosa, che vanno non solo salvaguardate ma maggiormente valorizzate e inserite, a pieno titolo, nei circuiti nazionali degli eventi del Carnevale nel nostro Paese, anche con un impegno più forte per la promozione e la commercializzazione di pacchetti turistici”. L’assessore inoltre sottolinea “lo sforzo compiuto nel tempo dall’amministrazione comunale di San Mauro Forte che anche quest’anno ha visto impegnati centinaia di volontari e di spontanei partecipanti ed ha registrato il gemellaggio con il Comune di Ardesio (Bergamo) al fine di rafforzare i legami tra comunità locali del Sud e del Nord accomunate da tradizioni popolari.

CARNEVALE: DA SAN MAURO FORTE RIPARTITE LE MANIFESTAZIONI LUCANE

 “Le tradizioni popolari e culturali sono un elemento fondamentale per rafforzare l’identità culturale regionale, saldamente ancorata sulla storia e su un sistema interconnettivo di saperi e conoscenze”. E’ quanto sostiene l’assessore regionale alla Formazione-Lavoro-Cultura, Antonio Autilio, che ha partecipato a San Mauro Forte alle manifestazioni della Sagra dei Campanacci. “Quello di San Mauro Forte, insieme alla tradizionale e tra le più antiche iniziative di Carnevale del Sud, a Tricarico, alle manifestazioni di Pignola con l’accensione dei falò nella giornata di ieri e la odierna corsa dei muli – afferma l’assessore – rappresentano riti popolari più genuini del Carnevale delle comunità rurali della nostra regione, riti a metà strada tra le credenze popolari e la fede religiosa, che vanno non solo salvaguardate ma maggiormente valorizzate e inserite, a pieno titolo, nei circuiti nazionali degli eventi del Carnevale nel nostro Paese, anche con un impegno più forte per la promozione e la commercializzazione di pacchetti turistici”. L’assessore inoltre sottolinea “lo sforzo compiuto nel tempo dall’amministrazione comunale di San Mauro Forte che anche quest’anno ha visto impegnati centinaia di volontari e di spontanei partecipanti ed ha registrato il gemellaggio con il Comune di Ardesio (Bergamo) al fine di rafforzare i legami tra comunità locali del Sud e del Nord accomunate da tradizioni popolari. Per San Mauro, come per Accettura e Tricarico, nella collina materana, Pignola ed altri centri del Potentino – dice Autilio – le manifestazioni popolari e folcloristiche costituiscono un’opportunità di crescita e di sviluppo sociale ed economico in grado di vincere quell’antico isolamento che, purtroppo, è anche il risultato di ritardi di natura infrastrutturale da superare il più rapidamente possibile. Gli eventi come la Sagra dei Campanacci, il Carnevale di Tricarico e il Maggio di Accettura diventano così momenti di aggregazione popolare e al tempo stesso richiamo di flussi turistici rimettendo in moto l’economia locale e la vendita dei prodotti tipici ed alimentari. Ed è proprio sul filone della tutela e della valorizzazione dell’identità culturale regionale, che si inserisce, in particolare, il nuovo progetto del Dipartimento - “Culture in Formazione” - con l’obiettivo di sperimentare nuove forme di concertazione fra autonomie locali, associazioni culturali, impresa, università, scuola e ricerca al fine di costruire profili professionali inerenti al nostro territorio e dall’altra di valorizzare le tradizioni popolari”.