TUTORI DI MINORI STRANIERI: UN CORSO

Si terrà il 22 gennaio prossimo la prima lezione del secondo corso di formazione per tutori legali volontari di minori stranieri non accompagnati, che arrivano in Basilicata e sono privi di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti. Il corso è promosso dal Garante dell’infanzia e l’adolescenza di Basilicata, Vincenzo Giuliano...

...in applicazione della Legge n. 47 del 2017 che all’art. 11 ha disposto che vengano stipulati appositi protocolli di intesa tra i garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza e i presidenti dei Tribunali per i minorenni. Sono 34 i tutori selezionati che frequenteranno la sessione formativa. Formazione  – ha spiegato il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Basilicata, Vincenzo Giuliano – che si articolerà in tre moduli per un complessivo di 28 ore e si svolgerà, a partire da lunedì prossimo, presso la sala A della sede del Consiglio regionale della Basilicata dalle ore 15.00 alle ore 19.00. Diverse le aree tematiche che saranno affrontate, da quella fenomenologica a quella giuridica e psico – sociosanitaria che saranno trattate da un rappresentante di Save the Children, da un magistrato minorile, da un avvocato esperto di diritto minorile, da un rappresentante di UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati), da uno psicologo – psicoterapeuta, esperto di servizi sociali e da una psicologa esperta in ambito socio assistenziale e sanitario. Per Giuliano è indispensabile riconoscere appieno il ruolo del tutore volontario, attraverso particolari misure quali la previsione di rimborsi spese, crediti formativi, polizze assicurative e congedi lavorativi al fine di stimolare sempre più persone a svolgere questo ruolo così delicato. Il tutore volontario dovrà seguire il minore nel suo processo di integrazione, interpretandone bisogni e necessità e diventando per lui punto di riferimento. A parere del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Basilicata occorre fare un passo in avanti rispetto alla normativa in vigore passando dall’accoglienza all’inclusione. In questo processo le famiglie devono farsi appendice delle comunità educative, diventando luogo dove il minore straniero troverà vitto e alloggio. Sull’applicazione della Legge Zampa (L.47/2017), nata con l’obiettivo di rafforzare le tutele nei confronti dei minori stranieri non accompagnati e garantire un’applicazione uniforme delle norme per l’accoglienza su tutto il territorio nazionale,  si è soffermato il Presidente del Consiglio regionale, Francesco Mollica. Un tema, ha sottolineato, affrontato dal gruppo di lavoro internazionale guidato dal presidente del Consiglio regionale del Molise e dalla Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni d’Europa (Calre). Nel condividere con Giuliano l’idea di prevedere quelle misure indispensabili allo svolgimento della funzione tutoria, Mollica ha auspicato una sempre migliore sinergia tra le istituzioni per la tutela di quella che è la categoria di migranti in assoluto più vulnerabile. La presidente del Tribunale per i minori di Potenza, Valeria Montaruli ha ritenuto valide le proposte del Garante sui sistemi di accoglienza attraverso l’utilizzazione delle famiglie di appoggio, un concetto moderno applicato dalle comunità all’avanguardia. Ha, poi, evidenziato che da pochi giorni è stato disposto un correttivo alla Legge 47 attribuendo al Tribunale per i minorenni, anziché al giudice tutelare, il potere di nominare il tutore del minore non accompagnato, ciò al fine di evitare l’avvio di un doppio procedimento presso due distinti uffici giudiziari, ossia quello del giudice minorile e quello del giudice tutelare. Pietro Simonetti, responsabile Task force migranti della Regione Basilicata, si è soffermato sui dati relativi alla Basilicata. Sono 2.900 i richiedenti asilo, pari allo 0,60% della popolazione residente, 23 mila sono gli stranieri regolarmente iscritti in anagrafe e 350 sono i minori non accompagnati e l’83% di questi ha più di 15 anni. Simonetti ha auspicato una evoluzione della normativa nazionale e ha lamentato il livello di preparazione dei nuovi operatori addetti all’accoglienza dei minori.