CONGRESSO PD: UN DIBATTITO STUCCHEVOLE

Riceviamo dal segretario del Pd di Matera Cosimo Muscaridola e pubblichiamo. " Congresso si, congresso no: il dibattito di questi giorni sul Pd di Basilicata sta diventando stucchevole. Non ho timore a partire da un punto: l’oggettiva difficoltà politica del Pd che sarebbe semplicistico ridurre al ritardo – enorme, certo, non più tollerabile – nel mettere in moto la macchina congressuale.

E’ una difficoltà a governare il caos dei nostri tempi incerti e contraddittori e a trovare la bussola del confronto sereno e del dialogo vero al nostro interno, tra le molte anime, e all’esterno, soprattutto tra i possibili interlocutori di un progetto condiviso di centrosinistra. Ma questa difficoltà, che in verità non è esclusiva della Basilicata, deve essere il banco di prova della maturità e della serietà dei dirigenti del partito, nessuno escluso, evitando fughe in avanti con posizioni allarmistiche e ultimative che lasciano solo il tempo di un breve protagonismo ma non aiutano a trovare una soluzione. Se i dirigenti del Pd lucano non sono in grado di colmare l’enorme vuoto lasciato da Antonio Luongo, il quale ha pagato negli ultimi mesi il prezzo dell’ingovernabilità e del caos addossandosi con silenzio e responsabilità la fatica di trovare una strada condivisa, dimostrino di essere responsabili nel momento di maggiore difficoltà facendo magari tutti un passo indietro, Mettendo da parte ambizioni e aspettative, affidandosi, se non si riesce a trovare una soluzione domestica anche riconvocando la dormiente Assemblea regionale, – alla segreteria nazionale. Vogliamo chiamarlo commissario? La parola non deve spaventare, del resto ce ne sono stati altri nella nostra storia politica. Serve la serena lucidità ma anche la dedizione di una figura super partes, lontana da quelle aspirazioni di carattere personale che spesso costituiscono solo posizionamenti per future gestioni elettorali, per riportare un ordine che deve essere funzionale al progetto non semplice che ha il Pd davanti a sé: costruire un futuro autenticamente progressista e inclusivo che governi innanzitutto le paure dei cittadini alimentate dalle destre. Riflettiamoci tutti con serenità: se preferiamo l’euforia della catastrofe allora continuiamo ad autodistruggerci,alimentando il serbatoio dei 5 stelle e dei populismi recriminando ogni giorno sulle nostre difficoltà. Guardiamo avanti, ricominciano dalle nostre difficoltà che non sono mai responsabilità di qualcuno in particolare. Ammettere di aver bisogno di un confronto senza pregiudizi e magari di aiuto non è una sconfitta, è piuttosto il realismo costruttivo che deve accompagnare le nostre azioni. Un partito non è un ring, è un luogo dove vanno trovate soluzioni per gli altri e non per noi stessi.