Non se ne può più. Come se non bastasse il riacutizzarsi delle “piacioniche” esternazioni (sono simpatico, ho il grano, ci so fare e altre amenità dello stesso tenore) del presidente Silvio Berlusconi alla festa dei giovani del Pdl, ora ci si mette pure l’onorevole Giorgio Clelio Stracquadanio, dello stesso partito, a creare ulteriori agitazioni nell’agitato pelago della politica italiana. Il parlamentare di cui innanzi è stato capace di affermare che sia assolutamente naturale, per le donne, prostituirsi per fare carriera politica.
Mentre si spengono definitivamente i riflettori sull’ultima visita del leader libico Muhammar Gheddafi in Italia e sulle esternazioni canore del presidente Silvio Berlusconi, un argomento serio e drammatico ci costringe a cancellare ogni facezia da questa rubrica. Si tratta della signora iraniana Sakineh, per la quale si sta mobilitando tutto il mondo civile.
L’estate si presta, lo dicevamo qualche settimana fa, ai serpenti di mare. O, per lo meno, si prestava, dal momento che la realtà odierna dei fatti è di gran lunga superiore a qualsiasi avvistamento della famosa “Nessie” nel lago scozzese di Loch Ness. La notizia di oggi viene proprio da Matera e ce la trasmette la Polizia di Stato.
Riceviamo dall'amico Franco Vespe e pubblichiamo
Chi scrive crede che a questo punto il problema sia di gran lunga più grave della puerile contesa di un seggio di Presidente (del Consiglio comunale di Matera ndr). Il Decreto Legislativo 267/2000 all’art. 39 comma 2 dice che il consiglio comunale deve essere convocato se un quinto dei consiglieri (otto per il caso di Matera) lo richiedono. Se ciò non avviene dopo i 20 giorni deve, dico, deve intervenire il Prefetto per celebrarlo come recita il medesimo articolo ma al comma 5. Questo significa che, statuto o non statuto, una legge dello Stato non può essere violata e se,ottoo più consiglieri lo richiedono il Consiglio comunale deve essere comunque convocato. Sarebbe cioè il caso che la minoranza passi all’attacco e richieda a ripetizione la sua convocazione e chieda al prefetto di forzarne lo svolgimento. Ma il problema come dicevamo è molto più serio!. Non è un problema politico. La politica è molto più seria di questo squallore! Ma non divaghiamo. La ragione sta proprio nel 9 % di differenza che Salvatore ha accusato al primo turno rispetto alle liste che lo sostenevano e che hanno continuato a non votarlo al 2° round! Non è un problema di qualità, capacità e di appeal popolare del nuovo sindaco; ma di una leadership locale che, per interferenze distruttive del livello regionale, non ha avuto adeguati riconoscimenti non solo a Potenza; ma anche e soprattutto a Matera. In termini più espliciti alle ultime elezioni l’asse Bubbico-Adduce, almeno a Matera, ha subito un brusco ridimensionamento; mentre le tribù ( la cosa è seria ma stiamo sempre e comunque parlando di contrapposizioni tribali ben lontani dalla civile dialettica politica.) della senatrice Maria Antezza e del consigliere regionale Vincenzo Santochirico insieme hanno acquisito insieme a Matera un consenso quasi doppio rispetto a quello dell’IDV o della lista Stella e rappresenta più di un terzo della maggioranza ! Uno strapotere elettorale a cui non ha corrisposto un peso nella compagine amministrativa dalle medesime proporzioni! I 4 consigli comunali andati a vuoto stanno lì a testimoniare che questa parte vincente del PD non ha alcuna intenzione di mollare la presa e che Adduce, come anche gli stati maggiori regionali che lo hanno voluto (quel ragazzino…come si chiama… Speranza, farebbe bene a costruirsi un mestiere, piuttosto che perder tempo nel fare il ventriloquo di voci e pensieri altrui!), dovranno inevitabilmente piegarsi alle loro non irragionevoli condizioni se vorranno governare (?) la città per i prossimi 5 anni. Salvatore, che è persona intelligente e di grande intuito, l’aveva capito già subito dopo il I turno, tant’è che non ha mollato, anche dopo la vittoria, la carica di Presidente ad AGROBIOS. Io però un consiglio glielo darei. Farei quello che la minoranza ha consigliato di fare: cioè rassegnare le dimissioni per forzare entro i fatidici 20 giorni, prima cioè che diventino irrevocabili, una soluzione per la presidenza del consiglio che provenga solo e soltanto dai consiglieri comunali della sua maggioranza – sarebbe poi sublime se ciò avvenisse coinvolgendo anche quelli della minoranza!- chiusi in conclave e con i telefonini spenti. Se poi l’accordo non si raggiungesse, sereno, al suo posto, tornerei in AGROBIOS per continuare il lavoro fin qui egregiamente svolto. E’ una delle poche realtà AGROBIOS che, se pur gestita da un potere “vicino”, sta raggiungendo risultati veramente apprezzabili! Dedicarsi a questa impresa gli darebbe molto più lustro che fare dinamiche di gruppo ed assistenza psico-sociale in uno sgangherato consiglio comunale!