UN PRIMO MAGGIO PER LA SICUREZZA
Sono le prime ore del 2 maggio e si sino appena spente le note della musica del grande concerto romano di piazza S. Giovanni. Una bella giornata di sole, almeno tra il centro e il sud d’Italia, ha caratterizzato questa ricorrenza che, quest’anno, ha avuto come tema centrale quello della sicurezza. Ecco il problema: come rendere sicuri i luoghi di lavoro e prevenire la lunga catena di morti e di feriti che ha colpito questa nazione e che ha viso aggiungersi altre quattro maglie proprio nella giornata dei lavoratori. Quattro operai dell’Italsider di Taranto, infatti, sono rimasti ustionati proprio ieri, mentre i sindacati nazionali Cgil, Cisl e Uil si erano dati appuntamento in Romagna e migliaia di giovani affluivano in una delle più belle piazze della Capitale. Sembra davvero inconcepibile, nel 2008, dover porre al centro delle problematiche del lavoro quella della sicurezza e del diritto di chi presta la sua opera, di chi vive utilizzando le sue braccia e il suo corpo, a tornare a casa incolume. Centinaia di famiglie sono state spezzate dagli incidenti nelle fabbriche e sui cantieri edili. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha fatto cosa degna e opportuna a onorare la ricorrenza davanti al bassorilievo che campeggia nella sede dell’Inail, l’istituto nazionale per le assicurazioni sugli infortuni del lavoro. E bene sarà per gli italiani non dimenticare che in Italia, purtroppo, si continua a morire di lavoro. Un pensiero di solidarietà, in queste prime ore del “day after” va ai sindacati e ai lavoratori della Turchia, dove questa festa non è riconosciuta e la sua celebrazione ogni volta finisce con manganellate e arresti. Sentirsi europei dovrà significare anche questo: smetterla di perseguitare i rappresentanti dei lavoratori e riconoscere il grande valore morale e civile della loro festa.