Venerdì, 02 Maggio 2008 00:00

UN PRIMO MAGGIO PER LA SICUREZZA

Sono le prime ore del 2 maggio e si sono appena spente le note della musica del grande concerto romano di piazza S. Giovanni. Una bella giornata di sole ha caratterizzato questa ricorrenza che, quest’anno, ha avuto come tema centrale quello della sicurezza. Ecco il problema: come rendere sicuri i luoghi di lavoro e prevenire la lunga catena di morti e di feriti che ha colpito questa nazione e che ha viso aggiungersi altre quattro maglie proprio nella giornata dei lavoratori. Quattro operai dell’Italsider di Taranto, infatti, sono rimasti ustionati proprio ieri, mentre i sindacati nazionali Cgil, Cisl e Uil si erano dati appuntamento in Romagna e migliaia di giovani affluivano in una delle più belle piazze della Capitale.
UN PRIMO MAGGIO PER LA SICUREZZA
Sono le prime ore del 2 maggio e si sino appena spente le note della musica del grande concerto romano di piazza S. Giovanni. Una bella giornata di sole, almeno tra il centro e il sud d’Italia, ha caratterizzato questa ricorrenza che, quest’anno, ha avuto come tema centrale quello della sicurezza. Ecco il problema: come rendere sicuri i luoghi di lavoro e prevenire la lunga catena di morti e di feriti che ha colpito questa nazione e che ha viso aggiungersi altre quattro maglie proprio nella giornata dei lavoratori. Quattro operai dell’Italsider di Taranto, infatti, sono rimasti ustionati proprio ieri, mentre i sindacati nazionali Cgil, Cisl e Uil si erano dati appuntamento in Romagna e migliaia di giovani affluivano in una delle più belle piazze della Capitale. Sembra davvero inconcepibile, nel 2008, dover porre al centro delle problematiche del lavoro quella della sicurezza e del diritto di chi presta la sua opera, di chi vive utilizzando le sue braccia e il suo corpo, a tornare a casa incolume. Centinaia di famiglie sono state spezzate dagli incidenti nelle fabbriche e sui cantieri edili. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha fatto cosa degna e opportuna a onorare la ricorrenza davanti al bassorilievo che campeggia nella sede dell’Inail, l’istituto nazionale per le assicurazioni sugli infortuni del lavoro. E bene sarà per gli italiani non dimenticare che in Italia, purtroppo, si continua a morire di lavoro. Un pensiero di solidarietà, in queste prime ore del “day after” va ai sindacati e ai lavoratori della Turchia, dove questa festa non è riconosciuta e la sua celebrazione ogni volta finisce con manganellate e arresti. Sentirsi europei dovrà significare anche questo: smetterla di perseguitare i rappresentanti dei lavoratori e riconoscere il grande valore morale e civile della loro festa.
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