Mercoledì, 16 Aprile 2008 00:00

ACCISE E GOVERNO OMBRA

In Italia tutto è cambiato. Almeno così sembra, dal momento che il risultato scaturito dalle urne circa quaranta ore fa ha segnato un punto fermo nella dialettica politica: la formazione del Popolo della libertà (con Alleanza nazionale al suo interno), insieme alla Lega Nord e al Movimento per le autonomie, ha vinto la sfida elettorale con un marcato margine di consensi. Nonostante gli sforzi profusi, Walter Veltroni, leader del Pd (nato dalla fusione dei Democratici di sinistra e della Margherita) e apparentato con Italia dei valori di Antonio di Pietro, è rimasto al passo. Sopravvive Pierferdinando Casini, insieme alla Udc e alla Rosa bianca, allo tsunami che ha cancellato d’un colpo la sinistra cosiddetta alternativa dell’Arcobaleno...
ACCISE E GOVERNO OMBRA
 
In Italia tutto è cambiato. Almeno così sembra, dal momento che il risultato scaturito dalle urne circa quaranta ore fa ha segnato un punto fermo nella dialettica politica: la formazione del Popolo della libertà (con Alleanza nazionale al suo interno), insieme alla Lega Nord e al Movimento per le autonomie, ha vinto la sfida elettorale con un marcato margine di consensi. Nonostante gli sforzi profusi, Walter Veltroni, leader del Pd (nato dalla fusione dei Democratici di sinistra e della Margherita) e apparentato con Italia dei valori di Antonio di Pietro, è rimasto al passo. Sopravvive Pierferdinando Casini, insieme alla Udc e alla Rosa bianca, allo tsunami che ha cancellato d’un colpo la sinistra cosiddetta alternativa dell’Arcobaleno, le altre formazioni di sinistra e di destra e la pattuglia degli antiaboristi di Giuliano Ferrara. Il primo dato da prendere in considerazione è rappresentato dalla marcata maggioranza di seggi sulla quale potrà contare Silvio Berlusconi sia al Senato che alla Camera dei Deputati. C’è poco da commentare: la base sulla quale appoggiare le sue future azioni di governo il Cavaliere ce l’ha, e come! Il Pd, come vuole ogni democrazia, farà la sua opposizione, ma sono già incominciate le prove di quel dialogo sulle riforme istituzionali che i due partiti maggiori avevano annunciato di voler osservare. Si riparla della Bicamerale (come utile base di partenza, s’intende) da parte del presidente del Consiglio e il Pd, che ha accusato fin troppo il colpo, ha pensato bene di riesumare un espediente già utilizzato (con risultati per lo meno negativi) ai tempi del Pci – Cosa - Pds di Achille Occhetto, vale a dire il governo – ombra. Con questa formazione in duplicato il Pd pensa di seguire passo per passo il dipanarsi del programma elettorale del Pdl e di organizzare in tempo reale ogni eventuale forma di opposizione. Ma, sarà, ma in passato l’espediente si rivelò un quasi totale fallimento. Certo è che se Berlusconi tiene fede a quanto continua a dire a pie’ sospinto, l’imposta comunale sugli immobili (ma si tratta solo della prima casa) è destinata a scomparire alla prima convocazione del Consiglio dei Ministri di quella che qualcuno già definisce la Terza Repubblica. Va da sé che molti dei provvedimenti agitati da tutti i partiti in campagna elettorale non potranno essere mantenuti (e non solo, come scrivevo nel decalogo elettorale di qualche giorno fa, perché il non mantenere le promesse sia lo sport preferito da quasi tutti i candidati) perché pensare alla cancellazione della tassa di possesso degli autoveicoli mi sembra davvero fuori di ogni buona politica fiscale, sia essa di centrodestra o di centrosinistra. Mi piacerebbe se il Cavaliere mantenesse, però, fede a quanto ha annunciato per interposta persona in Basilicata. Noi lucani saremmo davvero contenti se le accise sulla benzina (che produciamo con il nostro petrolio per circa un quinto del fabbisogno nazionale) fossero abbattute. Sarebbe una mossa opportuna e dimostrerebbe che quell’aumento di voti al Pdl in terra lucana è stato il frutto di un buon investimento delle nostre popolazioni. Se così non dovesse essere, i lucani avrebbero fatto più che bene a confermare la fiducia( per quanto in percentuale diminuita rispetto al passato) al Pd e a Italia dei valori. Staremo a vedere…
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