Giovedì, 27 Marzo 2008 00:00

MORTE IN FIAT A MELFI: ALTRI COMMENTI

“Sono passate solo poche settimane dall’ultima, ennesima, tragedia sul lavoro in Basilicata, ed oggi si aggiunge un altro anello ad una catena di morti ”. E’ quanto ha dichiarato Piero Lacorazza, segretario regionale del Pd di Basilicata, il quale continua: “Una catena che va spezzata al più presto, con il concorso di istituzioni e rappresentanze di categoria e che va posta in cima ad ogni altra priorità. Alle parole di circostanza in questi casi, “solidarietà e cordoglio” per l’operaio caduto oggi (ieri ndr) a Melfi, vanno aggiunte “opportunità e sicurezza”, da mettere al centro delle scelte politiche. “Di fronte al susseguirsi delle tragedie lavorative, non è più accettabile - denuncia il consigliere provinciale Nicola Manfredelli.
OPERAIO MORTO IN FIAT MELFI ALTRI COMMENTI
“Sono passate solo poche settimane dall’ultima, ennesima, tragedia sul lavoro in Basilicata, ed oggi si aggiunge un altro anello ad una catena di morti che sta segnando fortemente l’intero mondo del lavoro lucano”. E’ quanto ha dichiarato Piero Lacorazza, segretario regionale del Pd di Basilicata, il quale continua: “Una catena che va spezzata al più presto, con il concorso di istituzioni e rappresentanze di categoria e che va posta in cima ad ogni altra priorità. Alle parole di circostanza in questi casi, “solidarietà e cordoglio” per l’operaio caduto oggi (ieri ndr) a Melfi, vanno aggiunte “opportunità e sicurezza”, da mettere al centro delle scelte politiche affinché si creino le condizioni per far incontrare imprese e lavoratori sul terreno della qualità del lavoro e dei diritti». Soprattutto di questo si discuterà oggi a Rionero, nel corso di una iniziativa sul lavoro, organizzata dal Pd, a cui parteciperanno Nicola Latorre e Paolo Nerozzi”. “Di fronte al susseguirsi delle tragedie lavorative, non è più accettabile - denuncia il consigliere provinciale Nicola Manfredelli del Gruppo Lucania Viva-Circoli della Libertà - continuare ad assistere alle solenni promesse di interventi ed alle puntuali dimenticanze operative per porre rimedio ad una situazione che offende i diritti fondamentali dei lavoratori e delle loro famiglie”. “A questo punto - afferma Manfredelli - non si può più parlare di “morti bianche”, ma di vere e proprie “vittime sacrificali” di un assetto fragile ed ingiusto, costruito sui bisogni della gente e sulla mancanza di lavoro”.
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