Mercoledì, 26 Marzo 2008 00:00

MORIRE DI LAVORO

E’ davvero una vergogna. Questa nostra nazione continua a battere ogni primato negativo. Secondo le ultime rilevazioni, abbiamo un morto per cause di lavoro ogni tre giorni. La Pasqua è appena passata e questa mattina è toccato di nuovo alla Basilicata risvegliarsi con un lutto. Un operaio della Fiat – Sata di Melfi (si badi, non un manovale di una sconosciuta e piccola impresa edile del Molise o della Basilicata interna, casomai a conduzione semifamiliare e con una scarsa attenzione alle norme di sicurezza, nossignori, si tratta del colosso automobilistico italiano) è morto cadendo da una impalcatura. Qualche settimana una tragedia analoga era stata evitata per un soffio. Il lavoratore, che pendolava dalla vicina Puglia, è precipitato nel vuoto.
MORIRE DI LAVORO
 
E’ davvero una vergogna. Questa nostra nazione continua a battere ogni primato negativo. Secondo le ultime rilevazioni, abbiamo un morto per cause di lavoro ogni tre giorni. La Pasqua è appena passata e questa mattina è toccato di nuovo alla Basilicata risvegliarsi con un lutto. Un operaio della Fiat – Sata di Melfi (si badi, non un manovale di una sconosciuta e piccola impresa edile del Molise o della Basilicata interna, casomai a conduzione semifamiliare e con una scarsa attenzione alle norme di sicurezza, nossignori, si tratta del colosso automobilistico italiano) è morto cadendo da una impalcatura. Qualche settimana una tragedia analoga era stata evitata per un soffio. Il lavoratore, che pendolava dalla vicina Puglia, è precipitato nel vuoto, mentre lavorava, sembra, intorno alla Grande Punto. E’intollerabile che la frequenza delle morti sul lavoro non riesca ad essere interrotta. E’ amaro constatare che il nuovo provvedimento di legge, emanato dal governo Prodi ancora in carica, sotto i pressanti e risoluti inviti del presidente Napolitano, non ha prodotto, per ora, alcun risultato. Mentre è già iniziata la litania delle condoglianze istituzionali, comprese quelle operaiste di qualche formazione politica, i sindacati hanno saputo pronunciare parole dure sull’accaduto. Noi possiamo solo sentirci vicini ai familiari chi è deceduto per portare “il pane a casa”, senza nascondere che queste cause di morte ci fanno ricordare come le tragedie minerarie del secolo scorso non siano poi così lontane e superate. La Fiat, oggi, per noi è una piccola Marcinelle.
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