Lunedì, 15 Ottobre 2007 00:00

LA BERESINA

A mio parere qualcuno si morde le mani e cerca di arrivare ai gomiti. In pubblico ostenta la solita, finta, olimpica serenità, ma in privato si dedicherebbe all’autocannibalismo o a quelli che il codice penale definisce “atti di diminuzione del proprio corpo”. E già, perché almeno fino a oggi la scelta di passare, con tanto di porta sbattuta dietro le spalle, a un’altra formazione politica del centrosinistra con una sparuta e malmessa pattuglia di fedelissimi, ha finito per produrre davvero poco.
LA BERESINA
 
A mio parere qualcuno si morde le mani e cerca di arrivare ai gomiti. In pubblico ostenta la solita, finta, olimpica serenità, ma in privato si darebbe volentieri all’autocannibalismo o a quelli che il codice penale definisce “atti di diminuzione del proprio corpo”. E già, perché almeno fino a oggi la scelta di passare, con tanto di porta sbattuta dietro le spalle, a un’altra formazione politica del centrosinistra con una sparuta e malmessa pattuglia di fedelissimi, ha finito per produrre davvero poco. Ben altro risultato ha prodotto a chi, rifiutandosi di aderire al solito, ritrito e ormai penoso “chi mi ama mi segua” del capo carismatico, ha indossato la corazza di alfiere dei nuovi valori unitari del Partito e si è ritrovato nell’olimpo dei “costituenti”, magari anche con qualche carica politica interna e qualche futuro beneficio nelle istituzioni. Ormai è tardi. Ma il “tardi” si riferisce a un vecchio e abusato modo di gestire la politica con la “p” minuscola, tutto fatto di richieste esorbitanti per ottenere molto meno, di piccoli agguati (politici) di percorso, di minacce di secessione, con al seguito le stremate truppe della “guardia imperiale”. Niente di tutto ciò. Al massimo è stata una confluenza di plotoni e salmerie provate dalle precedenti sconfitte e oggi svogliatamente disposte a combattere sotto uno sbiadito “conducator”. Più che un’adesione, è la ritirata della Beresina.
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