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Venerdì, 01 Gennaio 2010 00:00

UN PENSIERO "FELINO" DI SUSSIDIARIETA'

Mentre impazzano i messaggini e rimbalzano da un telefono all’altro, in una sorta di ebete ripetizione della stessa arguzia replicata milioni di volte da altrettanto ebeti e giocosi “angeli” (nel senso di messaggeri), il 2010 si apre con tante, troppe incognite. La prima resta quella della salvaguardia di questo pianeta. Il globo terracqueo sta vedendo ridursi le aree destinate all’abitabilità, all’ecumène composto da noialtri, dissennati utilizzatori delle risorse terrestri. Da Copenaghen non è venuto gran che, ma ciò non deve essere considerata una sconfitta. In epoche recenti, alcune delle potenze presenti nella capitale danese, rifiutavano addirittura l’idea di parlare delle emissioni nell’atmosfera, facendosi un baffo del protocollo di Kyoto.

UN PENSIERO "FELINO" DI SUSSIDIARIETA'

 

Mentre impazzano i messaggini e rimbalzano da un telefono all’altro, in una sorta di ebete ripetizione della stessa arguzia replicata milioni di volte da altrettanto ebeti e giocosi “angeli” (nel senso di messaggeri), il 2010 si apre con tante, troppe incognite. La prima resta quella della salvaguardia di questo pianeta. Il globo terracqueo sta vedendo ridursi le aree destinate all’abitabilità, all’ecumène composto da noialtri, dissennati utilizzatori delle risorse terrestri. Da Copenaghen non è venuto gran che, ma ciò non deve essere considerata una sconfitta. In epoche davvero recenti, alcune delle potenze presenti nella capitale danese, rifiutavano addirittura l’idea di incominciare a parlare delle emissioni nell’atmosfera, facendosi un baffo del protocollo di Kyoto. Questa è una delle drammatiche scadenze che ci aspettano, insieme alla ripresa delle attività terroristiche, alla necessità di sconfiggerle in ogni modo. Per non dimenticare l’insensibilità nei riguardi di chi ci vive accanto, di quel prossimo nostro che spesso ci disturba e ci fa adirare. Di chi ci chiede qualcosa nei momenti meno opportuni, di chi insomma ci impone, volenti o nolenti, la sua presenza. Forse dobbiamo andare a ripetizione di “sussidiarietà umana” dagli animali. Pensate che un gatto (animale erroneamente considerato anaffettivo e, quindi, inaffidabile, diversamente dalla servile fedeltà che manifesta il cane) ha salvato la vita a una famiglia intera da un incendio. E’ accaduto ad Altshausen, in Germania. Il felino non è però riuscito a scappare ed è morto bruciato, hanno fatto sapere i Vigili del fuoco del posto. Il gatto è stato il primo ad accorgersi di ciò che stava accadendo ed è saltato sul letto dei padroni svegliandoli. I due sono riusciti ad uscire in tempo dalla casa insieme al figlioletto ma nulla hanno potuto fare per recuperare il loro amico a quattro zampe. Meditate, gente, meditate…

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