Martedì, 06 Settembre 2022 10:58

INGOIA TUTTO... DENTI COMPRESI

Spesso la realtà supera l'immaginazione più fervida. Ne abbiano lette tante, di storie più o meno incredibili, ma questa è davvero superlativa. La cronaca è quasi impersonale. Eccola.

"Lieto fine per una donna di 72 anni del Gargano, nel Foggiano, assistita nell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, alla quale è stata pratica una prolungata manovra di disostruzione bronchiale per asportare due pezzi di una dentiera inalati accidentalmente. Febbre, dispnea e affaticamento respiratorio con un peggioramento ideomotorio e un declino cognitivo. Sono i sintomi con cui una donna di 72 anni, proveniente da una località costiera del Gargano, in provincia di Foggia, è stata accompagnata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza dai figli, preoccupati dal progressivo peggioramento delle sue condizioni di salute. Con una radiografia toracica è stato possibile evidenziare subito un corpo estraneo all’interno delle vie aeree distali ed un addensamento con una polmonite circostante. Approfondendo l’anamnesi e ponendo altre domande ai familiari si è scoperto che nelle settimane precedenti la donna aveva accidentalmente espulso la dentiera. Si è quindi subito palesata la possibilità che la signora avesse inalato nelle vie aeree un piccolo pezzo di protesi dentaria – ha spiegato Cristiano Carbonelli, medico responsabile dell’Unità di Pneumologia Interventistica dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo ‒. A questa ipotesi corrispondeva la forma del corpo estraneo evidenziato dalla radiografia: due cuspidi dentali unite da un ponte sottostante che si localizzava nel polmone proprio vicino alla polmonite». Una volta individuati, i denti sono stati rimossi mediante una complessa procedura di Pneumologia Interventistica in anestesia totale, di concerto con le Unità di Geriatria e Anestesia e Rianimazione I dell’Opera di San Pio. Nella procedura è stato fondamentale l’apporto del medico anestesista Stefania D’Avolio che, addormentando la paziente senza sopprimere la respirazione spontanea, ha consentito agli pneumologi di effettuare una esplorazione con broncoscopio rigido, un tubo metallico cavo che si introduce dolcemente dalla bocca alla trachea e fino ai bronchi lobari. Questa esplorazione ha consentito di dilatare le vie aeree esplorabili e di far fuoriuscire un abbondante quantitativo di pus, fino a poter evidenziare il corpo estraneo. Soltanto dopo una prolungata manovra di disostruzione bronchiale è stato possibile asportare la protesi dentaria con una pinza inserita all’interno del broncoscopio. Dopo la terapia antibiotica necessaria ed il progressivo miglioramento delle condizioni cliniche, che hanno consentito la sospensione della ossigenoterapia, la donna è stata dimessa a domicilio a 6 giorni dalla broncoscopia". Insomma, la 72enne aveva espulso, forse a causa di un colpo di tosse, la dentiera. Ma non tutta. Una parte era stata ingoiata e aveva preso la strada dell'apparato respiratorio. Se fosse scesa per il tubo digerente, sarebbe forse stata espulsa "naturalmente", insieme ai resti del cibo, tipo pasta alimentare. Rigorosamente "al dente".

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