Lunedì, 06 Giugno 2022 08:05

UNA ACCALORATA DIATRIBA

Riceviamo e pubblichiamo "La sottoscritta avv. Enrica Onorati, Dirigente dell'Avvocatura pubblica del Comune di Matera chiede la pubblicazione integrale dell'articolo...

...dal titolo "la verità sull'Avvocatura pubblica comunale". 
" In seguito all’aggressione verbale e danneggiamento di beni pubblici perpetrata ieri 31 maggio 2022 da un dipendente comunale che ha offeso il Dirigente dell’Avvocatura comunale avv. Enrica Onorati irrompendo nel suo ufficio e proferendo frasi riprese dagli articoli diffamatori divulgati a mezzo stampa a firma di Eustachio Quintano e Raffaelle De Ruggieri, la sottoscritta avv. Enrica Onorati, rompendo un silenzio prolungato ormai per anni per rispetto del ruolo ricoperto sente l’obbligo di portare all’attenzione dei cittadini materani la reale situazione dell’Avvocatura pubblica comunale. I reiterati attacchi, immotivati ed infondati (già risalenti all’agosto 2020 - Amministrazione De Ruggieri), ad un settore nevralgico dell’Amministrazione civica, quale l’Avvocatura, e oggi ancora ripetuti da parte di un ex Sindaco ed di un ex Assessore al contenzioso sono evidenti segni di debolezza ed incompetenza degli stessi, segni che non sono sfuggiti all’elettorato che conseguentemente non li ha premiati. Sia Raffaello De Ruggieri che Eustachio Quintano ancora non si danno pace per aver perso il governo della città e non essere riusciti, per continuare a gestire indisturbati la cosa pubblica, ad eliminare un settore comunale che rappresenta un vero e proprio baluardo della legalità, quale l’avvocatura civica, retta dall’avv. Enrica Onorati e un freno allo sperpero di denaro pubblico ed all’assalto alla diligenza, privando la città di un servizio pubblico essenziale. I suddetti attacchi sono strettamente collegati anche alla notizia, ormai diffusa, che il Dirigente Onorati sta per dare alle stampe una storia dell’avvocatura pubblica che, evidentemente, ha scatenato in loro chissà quali timori. In disparte il presenzialismo in ogni circostanza pubblica e la continua ingerenza nel lavoro quotidiano dell’Amministrazione attuale, il caso De Ruggieri – Quintano è un caso veramente unico nella politica materana perché non si è mai visto un ex Sindaco ed un ex Assessore che utilizzano ogni mezzo, lecito ed illecito, per cercare di colpire l’esecutivo della città e tornare a governare. Ma parlando dell’Avvocatura pubblica, fermo restando, il maldestro tentativo dei suddetti ex amministratori di trovare una giustificazione al clientelare ed esoso affidamento di incarichi esterni, a cui hanno fatto largamente ricorso, durante la loro gestione, è veramente singolare e soprattutto grave che Eustachio Quintano, già Assessore al bilancio e Assessore al contenzioso per quasi un anno (gennaio 2020 – settembre 2020) dopo che lo stesso Raffaello De Ruggieri aveva tenuto per sé la delega al contenzioso, riferisca su grossi contenziosi (di cui dimostra di non conoscere nemmeno i nomi degli attori) quali Motta Giuseppe, Sigma Costruzioni + altri (Nino Rota), Flore Angelo + 2 (cavalcavia di via Gravina), Tamburrino Egidio, Sabino Vito, affermando tali e tante inesattezze ed errori, in fatto e diritto, sulle predette controversie da dimostrare che tanto l’ex Sindaco che l’ex Assessore non si sono mai occupati veramente del contenzioso, limitandosi a dare alla stampa informazioni errate, finalizzate esclusivamente a screditare  ed offendere il prestigio e la professionalità di chi regge l’Avvocatura pubblica. Su ciascuno dei suddetti contenziosi:
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Motta Giuseppe: l’avv. Enrica Onorati ha reso sempre il parere favorevole (sin dal 1998) e anche successivamente alla composizione bonaria della lite. La decisione di non ricorrere per Cassazione (di cui pendevano, alla stipula della transazione, ancora i termini) e l’entità dell’importo pagato è stata una scelta dell’Amministrazione De Ruggieri;
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Sigma Costruzioni + altri (Nino Rota): la decisione di non eseguire la sentenza del Tribunale Amministrativo che ordinava la costruzione della strada come richiesto dai ricorrenti e di pagare un ulteriore risarcimento agli stessi è stata dell’Amministrazione De Ruggieri;
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Flore Angelo + 2 (cavalcavia di via Gravina): l’incarico a difendere il Comune era stato affidato dall’Amministrazione Porcari all’avv. Iacobbellis e solo successivamente, dopo rinuncia dello stesso, la causa è stata difesa dall’Avvocatura civica. La delibera di proposizione dell’appello è stata adottata dall’Amministrazione De Ruggieri;
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Tamburrino Egidio: la procedura espropriativa era stata regolarmente portata a termine dall’Amministrazione. De Ruggieri e Quintano senza interpellare l’Avvocatura civica hanno affidato l’incarico per il ricorso in Cassazione all’avv. Federico Isetta e all’ing. Gianluigi De Mare, a cui affidavano anche, quasi contestualmente, incarico per redigere l’accordo transattivo;
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Sabino Vito: anche di tale strepitoso risultato dell’Avvocatura pubblica si dolgono l’ex Sindaco e l’ex Assessore al contenzioso, paventando tempi lunghi per il recupero delle somme introitate dal Sabino, dimostrando, ancora una volta, l’ignoranza del caso concreto e l’incompetenza nella materia.
In ogni caso tutte le dichiarazioni rilasciate alla stampa sull’Avvocatura pubblica dimostrano, come minimo, la mancata conoscenza dei compiti e dei risultati del suddetto Settore. Le deduzioni e argomentazioni, infatti, dell’ex Sindaco, e dell’ex Assessore al contenzioso, sull’attività svolta dall’Avvocatura comunale appaiono non aderenti al reale andamento dell’attività dell’Avvocatura comunale della cui responsabilità è investita l’avv. Enrica Onorati.
È doveroso fornire alcune delucidazioni sul lavoro del Settore: In primo luogo l’esito del contenzioso che vede coinvolta l’Amministrazione comunale è connesso ad una attività amministrativa che si colloca a monte e a valle del contenzioso medesimo. A monte v’è la gestione delle varie attività che fanno capo all’Ente, rispetto alle quali non sempre viene chiesto il supporto dell’avvocatura e in alcuni casi, ove richiesto, non sempre viene condiviso. A valle v’è il necessario supporto che gli uffici amministrativi devono fornire all’avvocatura per l’istruzione
del contenzioso e che non sempre è in linea con le aspettative sotto il profilo sia qualitativo sia temporale. Ne consegue che ove non si provi che l’esito negativo di un contenzioso a prescindere dal valore dello stesso sia dipeso dalla cattiva gestione processuale, può essere accaduto che tale esito sia diretta ed
esclusiva conseguenza del deficit del supporto amministrativo a monte o a valle dell’attività dell’avvocatura. A ciò si aggiunga la naturale alea di ogni contenzioso.
Ovviamente quanto detto sopra incrocia il tema del conferimento di incarichi difensivi ad avvocati del libero foro, nel senso che l’eventuale deficit dell’attività amministrativa non può essere sanato da tale conferimento, anzi può risultare addirittura pregiudizievole per l’Amministrazione in quanto è matematicamente impossibile che dove non può arrivare in termini istruttori l'avvocatura comunale possa farlo quella esterna, con l’aggravante dell’esborso connesso a tali incarichi. Solo ove si richieda una specifica competenza e si dimostri sulla base dello storico che tale competenza non sia nella disponibilità dell’avvocatura comunale, allora e solo allora si giustificherebbe il ricorso all’esterno. Il riferimento, infine, ai “risultati positivi”, del contenzioso esternalizzato a “specifiche professionalità” (per esempio in carico per la Sikelia sull’appalto della scuola Bramante) non è supportato da validi argomenti sul piano tecnico-giuridico che consentano di escludere che identico risultato positivo non si sarebbe conseguito se il Comune fosse stato difeso dagli avvocati interni dell’Ente, considerato che l’esito del giudizio dipende, come detto, anche ed il più delle volte dall’operato degli uffici competenti e non dalla qualità o meno della difesa dell’ Avvocatura comunale. Totalmente assente nelle dichiarazioni diffamatorie degli ex amministratori è una valutazione comparativa tra gli esiti positivi conseguiti dall’avvocatura comunale rispetto a quelli ascrivibili ai professionisti esterni. Le cause vinte dagli Avvocati interni all’Ente sono tante e di considerevole valore.
Solo per citarne alcune:
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Trenitalia, valore della domanda 16 milioni di euro; 
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CASAM, valore della domanda oltre 7 milioni di euro – pende appello;
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Sabino Vito, valore della domanda oltre 2 milioni di euro – pende ricorso per Cassazione;
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Salerno Centro Commerciale, valore della domanda oltre 600 mila euro – pende ricorso in Cassazione;
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Congregazione Religiosa famiglia dei Discepoli, valore della domanda oltre 500 mila euro;
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CLARIS Factor, valore della domanda € 214.286,79 - pende appello;
Si segnale, inoltre, l’enorme risparmio di spesa per l’Ente comunale, grazie alla difesa civica sia nel giudizio eredi Quinto che nel giudizio Istituto Diocesano per il sostentamento del Clero di Irsina e Matera dove il Tribunale accogliendo le deduzioni dell’Avvocatura pubblica ha statuito che il danno provocato all’Istituto era stato frutto di un errore dei suoi stessi progettisti noti alla comunità.
L’avvocato Onorati presenterà formale denuncia all’autorità questorile avverso gli atti persecutori e la diffamazione perpetrata nei suoi confronti da Raffaello De Ruggieri e Eustachio Quintano".

Per completezza d'informazione pubblichiamo di seguito il precedente comunicato, sull'argomento. dell'ex sindaco della città di Matera
"La recente intervista al dott. Eustachio Quintano, già assessore al bilancio e al contenzioso della mia giunta, merita il necessario approfondimento.
La gravità dello scenario tracciato era già nota anche ai precedenti governi municipali.
Il termometro della fragilità della struttura legale era ed è rappresentato dalla ricorrenza di crediti fuori bilancio derivanti da……… sfortunate vicende processuali.
Il dato più contraddittorio era ed è la presenza nell'organigramma comunale della "avvocatura" come specifica dirigenza, pur in assenza di eguale autonoma struttura deputata a governare i settori nevralgici del turismo e della cultura. Va ricordato che il Comune di Matera non può godere di più di sette dirigenti, per cui la "avvocatura" va sostituita dalla essenziale struttura direzionale del turismo e della cultura.
La situazione è anacronistica poiché per legge un dirigente comunale deve disporre della "direzione degli uffici e dei servizi" ed ha la diretta "gestione amministrativa, finanziaria e tecnica… mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo". Da noi il dirigente avvocato attende in via quasi esclusiva alla gestione delle controversie giudiziarie in una struttura organizzativa minimale.
Da sindaco ho registrato tale zoppìa gestionale e, per iscritto, ho sentito la responsabilità di esporre nel documento di accompagnamento al conto consuntivo 2019, questa anomala condizione, auspicando che nel programmato futuro regolamento comunale tale dirigenza fosse "convertita" per dare vigore e missione ai settori vitali del turismo e della cultura. Per tale pubblica responsabile dichiarazione, ricevetti pubblicamente "in streaming" un elegante… "vaffa" dalla attuale dirigente!

Queste cose vanno ricordate per il futuro e, a proposito della nota di Quintano, nel rispetto del principio secondo cui "errare humanum est, perseverare autem diabolicum", è bene meditare su quello che è avvenuto, in relazione a future transazioni di complesse e spinose controversie giudiziarie. Mi riferisco in particolare ad una transazione che ha comportato la sottrazione di ben 2,5 milioni di euro dal bilancio comunale per un processo civile definito con sentenza di condanna della Corte di Appello di Potenza ed avente come oggetto la opposizione ad indennità di esproprio. Un migliore esame della lite avrebbe evidenziato la mancanza della condizione giuridica posta a base della domanda di pagamento, cioè l'assenza del decreto di esproprio fonte della contestata quantificazione della indennità.

Per contrastare vittoriosamente la pretesa avversaria era sufficiente la visura presso la conservatoria dei registri immobiliari della nota di trascrizione del trasferimento del suolo, certificato non da un formale decreto di esproprio ma da una singolare determina dirigenziale, e del contenuto della stessa domanda nella quale il creditore denunciava espressamente la occupazione permanente dell'area: "protratta oltre ogni termine senza il decreto di esproprio"!

Sono queste situazioni che impongono per il futuro la metamorfosi dell'attuale dirigenza legale in una dirigenza più consona alle esigenze cittadine quali quelle richiamate del turismo e della cultura".

Raffaello de Ruggieri
già Sindaco di Matera

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