Mercoledì, 01 Giugno 2022 17:25

UNA REPUBBLICA "GIOVANE" DI 76 ANNI

 
 

"Il 2 giugno 1946, con il referendum istituzionale, prima espressione di voto a suffragio universale nella storia nazionale, gli italiani scelsero la Repubblica ed elessero l'Assemblea costituente che...

...l'anno successivo, avrebbe approvato la Carta costituzionale, ispirazione e guida della ricostruzione materiale ed istituzionale dell'Italia e da allora, simbolo e fondamento della democrazia del nostro paese. Nel ricordo di quello storico evento di settanta anni fa (all'epoca, oggi 76 anni fa ndr) che ha visto nascere la Repubblica Italiana, questa Repubblica, il nostro pensiero va, senza distinzione, a tutti gli uomini e le donne che sono caduti perché quel giorno potesse finalmente giungere ed a tutti quelli che, dopo di loro, hanno perso la vita perché i valori che avevano ispirato la conquista della democrazia potessero durare nel tempo e consolidarsi. Quei valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini, rispetto dei diritti, delle capacità e del merito di ognuno sono ancora oggi il fondamento della coesione della nostra Europa, così gravemente compromessi dalla aggressione russa nei riguardi dell' Ucraina. Speriamo nel meglio e confidiamo nella saggezza dei capi di Stato. O, per lo meno, di alcuni da allora, simbolo e fondamento della democrazia del nostro paese. Nel ricordo di quello storico evento di settanta anni fa che ha visto nascere la Repubblica Italiana, questa Repubblica, il nostro pensiero va, senza distinzione, a tutti gli uomini e le donne che sono caduti perché quel giorno potesse finalmente giungere ed a tutti quelli che, dopo di loro, hanno perso la vita perché i valori che avevano ispirato la conquista della democrazia potessero durare nel tempo e consolidarsi. Quei valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini, rispetto dei diritti, delle capacità e del merito di ognuno sono ancora oggi il fondamento della coesione della nostra società ed i pilastri su cui poggia la costruzione dell'Europa (liberamente tratto dal discorso del 2 Giugno 2008 del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano)".

 
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