Lunedì, 18 Aprile 2022 16:21

MORTI SUL LAVORO: IN BASILICATA SONO TROPPI

“In Basilicata la giunta Bardi si era impegnata ad attivare il coordinamento regionale della sicurezza che, a distanza di 4 mesi, ancora non è stato convocato”.

“Tre incidenti mortali sul lavoro in Italia solo nella giornata di venerdì 15 aprile. Da gennaio di quest’anno sono 182. È una condizione non più sopportabile e accettabile”. Lo afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa. “Le criticità in questione – continua Summa – non sono legate solo alla scarsità o totale mancanza dei controlli che, comunque, necessiterebbero di essere potenziati anche attraverso il rafforzamento degli organici dei sevizi ispettivi, ma la questione più rilevante attiene alla responsabilità del sistema imprenditoriale. Le imprese continuano a operare in condizioni lavorative e organizzative arretrate e di sfruttamento dei lavoratori. Tale situazione dovrebbe chiamare a responsabilità non solo i decisori pubblici ma anche la riorganizzazione delle imprese che continuano ad agire solo nella mera logica del profitto senza investire su qualità, innovazione e sicurezza degli ambienti di lavoro e, tantomeno, su formazione e qualità del lavoro. In Basilicata – prosegue Summa – la situazione resta sempre più preoccupante rispetto alla media delle regioni di Italia. Il governo Bardi, dopo il tragico incidente di dicembre scorso in cui ha perso la vita una giovane mamma, si era impegnato ad attivare il coordinamento regionale della sicurezza che, a distanza di 4 mesi, ancora non è stato convocato mentre dovrebbe essere una delle priorità per affrontare in maniera compiuta gli aspetti della sicurezza e dell’ incolumità dei lavoratori e delle lavoratrici. Si continua a morire senza che il governo assuma atti concreti – conclude Summa -. Bisogna introdurre del reato di omicidio sul lavoro e allo stesso tempo prevedere risorse per l’assunzione di nuovi ispettori del lavoro e di tecnici della sicurezza: servono investimenti sulla prevenzione e sulla sicurezza da parte del governo centrale quanto dalle Regioni”.

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