Sabato, 25 Dicembre 2021 16:38

SANITOPOLI: ASSOLTO PITTELLA

Nell’ambito del processo sulla cosiddetta Sanitopoli lucana, il Tribunale di Matera ha assolto l’ex presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, attualmente consigliere regionale del Pd.

Nel luglio del 2018, l’ex governatore fu arrestato e posto ai domiciliari dalla Guardia di Finanza e in seguito si dimise, con le conseguenti elezioni del marzo 2019 vinte dal centrodestra guidato da Vito Bardi. Per lui il pm Salvatore Colella aveva chiesto 3 anni di reclusione. Condannati gli altri: scende a 5 anni, da 6 anni e 6 mesi, la condanna per l’ex dirigente amministrativa dell’ASM, Maria Benedetto. Condanna a 2 anni per Annarita Di Taranto. Condannati anche gli allora commissari delle due ASL provinciali, Pierino Quinto e Giovan Battista Chiarelli.
Molti i commenti del mondo politico

La nota di Luca Braia, Consigliere Regionale, Capogruppo Italia Viva.
“L’assoluzione di Marcello assolve tutti coloro che vengono condannati dall’opinione pubblica ancor prima di essere giudicati e infine assolti. Può accadere prima o poi a tutti, nella vita in generale, per questioni non sempre legate a vicende giudiziarie e le conseguenze sono sempre devastanti soprattutto nella sfera personale e familiare, oltre che poi nella sfera economica e sociale. Quando le vicende investono e travolgono chi ha scelto di svolgere una funzione di rappresentanza politica, gli effetti di questo giustizialismo dilagante, in ogni settore, unito a un protagonismo mediatico imperante di chi fa della strumentalizzazione una professione, sono spesso drammatici, perché si riflettono sulla persona, sull’uomo ma soprattutto sulla comunità in maniera decisiva e a volte definitiva. La buona notizia, sul piano umano e poi politico, non può non farmi ricordare che i mesi e gli anni trascorsi da quel 6 luglio 2018 sono stati vissuti anche da me, che con Marcello ho condiviso battaglie epiche, ruoli politici e di governo di questa nostra regione, con un peso enorme sulla schiena, un fardello difficile se non impossibile da sopportare. Ancora oggi, nonostante la vicenda sia andata alla conclusione, c’è chi si ostina a giudicare e condannare senza conoscere nulla nel profondo, dei fatti e delle questioni. Spesso si giudica per approfittare delle disgrazie altrui, per sostituirsi o per il solo gusto di distruggere uomini e funzioni. È forse arrivato il momento di ridare dignità a chi come Marcello ha continuato a combattere sul fronte della sua salute personale oltre che contro infamia e soprattutto contro il “pregiudizio” che è il vero male di una moderna società. Purtroppo dalla piazza del vaffaday abbiamo nostro mal grado ereditato l’abitudine alle ingiurie, agli insulti, la capacità di condannare tutto e tutti, a prescindere, e di essere spesso, come società, totalmente inadeguati quando si tratta di dimostrare di essere diversi o migliori. Dopo aver avviato insieme a lui la rivoluzione democratica ma anche vera e concreta, in Regione, proiettando la nostra Basilicata, in quegli anni e lo dimostrano i dati, verso un futuro sostenibile, ben prima della pandemia e delle enormi disponibilità economiche oggi esistenti, con una visione che ha anticipato di anni quella “transizione” di cui, oggi, tutti parlano senza comprendere il reale significato che non è solo politico ed economico in Basilicata, ma che più che in ogni altra regione d’Italia deve essere culturale. Una rivoluzione che orgogliosamente posso rivendicare di aver avviato, sostenuto e in parte anche realizzato, cambiando con la giunta Pittella il paradigma su cui sviluppare la Basilicata sostenibile, valorizzando e partendo proprio dalle vocazioni territoriali, agroalimentare, ambiente, turismo, verso una società della conoscenza che punta a valorizzare il nostro capitale umano. Una transizione che è stata interrotta per quello che oggi finalmente appare chiaro essere stato un enorme errore giudiziario, durato 4 anni, che ha fatto fuori una intera classe dirigente. Anche alcuni amici o non amici del partito, con ipocrisia e con finto moralismo, hanno dimostrato altro nelle relazioni personali pur facendosi paladini della legalità e della giustizia. C’erano, però, e ci sono tanti cittadini e cittadine lucane che, però, hanno sempre voluto credere a ciò che oggi si rivela essere per la giustizia, la verità. Essere stati eletti insieme nella stessa lista Avanti Basilicata è stata una sfida che tanti hanno considerato impossibile da vincere, sulla scorta dell’onda ma soprattutto dell’onta mediatica che su Marcello e su di noi si era abbattuta. Eppure, ‘abbiamo anche vinta con 25000 consensi e grazie quindi alle tantissime persone che hanno creduto in noi, nel nostro operato, e dalle quali – anche se su campi divenuti differenti – dobbiamo insieme ripartire.”

 Il sen. Salvatore Margiotta (Pd) 
“Un fortissimo abbraccio al mio amico Marcello Pittella, assolto finalmente da ogni accusa! Ripristinata la verità, restituito l’onore; rimane il danno per le sofferenze ingiustamente patite, rimane il danno per la Basilicata guidata da un centrodestra senza qualità”. Così su twitter il sen. Salvatore Margiotta (Pd) ha commentato l’assoluzione dell’ex presidente della Regione Basilicata, imputato nel processo Sanitopoli. Sempre da twitter, il segretario regionale dem, Raffaele La Regina (eletto lo scorso 6 dicembre) ha “inviato un forte abbraccio al Presidente Marcello Pittella. Il Pd della Basilicata si stringe intorno a te, a lungo bersaglio mediatico e politico. Ricominciamo – ha sottolineato La Regina – anche da qui”.

Il consigliere regionale Roberto Cifarelli:
Sono felice di questa assoluzione. Avevo stima e contezza dell’operato dell’allora Presidente nonché completa fiducia negli organi di giustizia che, nel riconoscere la piena legittimità della condotta del Presidente della Giunta dell’epoca, hanno definito i contorni della vicenda. Non si può riavvolgere il nastro. Ora è il momento di guardare ancora più avanti e chiudere questo brutto capitolo per aprirne un altro di serenità, sfide e di nuovi traguardi.

Carlo Trerotola- consigliere regionale di “Prospettive Lucane”
L’assoluzione dell’amico ed ex Presidente Marcello Pittella è una buona notizia per la politica e le istituzioni. Conoscere la verità ancor prima di condannare sarebbe la buona pratica cui uniformarsi, senza attardarsi in preventive condanne mediatiche che ledono la dignità delle persone. Non è una riabilitazione ma una piacevole conferma per chi non ha mai dubitato della buona fede dell’ex governatore, che non di riabilitazione ma di affettuosi e sinceri auguri necessita nel momento della verità. All’amico Marcello l’augurio più sincero.

Mario Polese (Iv)
“Marcello Pittella è stato assolto. E’ una notizia bellissima che rende il prossimo natale ancora più sereno. Si rende giustizia a un uomo per bene che ha subito un grave torto tanto da essere stato detenuto agli arresti domiciliari per fatti che evidentemente non erano mai avvenuti”. Così il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Mario Polese di Italia Viva che sottolinea: “Ma se da un punto di vista giudiziario oggi la vicenda si chiude a favore di Marcello è altrettanto vero che va immediatamente riaperto il dibattito politico su quello che ha rappresentato l’indagine per la Basilicata e non solo. Innanzitutto andrebbe chiesto scusa a Marcello Pittella da parte di chi ha speculato per interessi politici su quella vicenda. Non c’è dubbio infatti, che tutta la storia politica lucana avrebbe avuto un altro corso. Ricordo che a Marcello Pittella furono prima imposte le dimissioni da presidente della Regione e poi addirittura messe in campo tantissime pressioni per non consentirgli di ricandidarsi legittimamente come governatore”. “Io che allora ero segretario regionale del Partito democratico – aggiunge ancora Polese – non posso certo dimenticare tutti i veti da parte di pezzi della coalizione e addirittura da dirigenti dello stesso Pd e tutto il falso moralismo, per lo più di esponenti della sinistra, che di fatto hanno impedito che la storia seguisse il suo corso naturale. E’ stato commesso uno scempio che ha ribaltato tutto lo scenario politico lucano condizionando risultati e massacrando mediaticamente e umanamente persone oneste”. E ancora spiega il vicepresidente del Consiglio regionale: “Abbiamo taciuto per 3 anni, sopportando ogni infamia e ingiurie. Ma da oggi in poi urleremo la forza dell’onestà di chi ci ha rappresentato e non smetteremo di tacere le gravi responsabilità umane e politiche di quella parte che ha usato con sadica ferocia, la ‘comoda’ ghigliottina giustizialista per modellare a proprio piacimento la realtà. Nulla potrà risarcire umanamente Marcello Pittella e una intera classe dirigente a lui vicina di quella che è stata una grande ingiustizia. Ma allo stesso tempo non si può far finta di nulla. Gli ‘avvoltoi’ che si sono cibati delle ingiuste disgrazie altrui ora devono solo vergognarsi ed assumersi la responsabilità dell’attuale scenario politico istituzionale lucano”.

Articolo Uno,Carlo Rutigliano
“Un abbraccio a Marcello Pittella. Il tempo, anche se lungo e doloroso, restituisce sempre la verità delle cose.”  Lo scrive in un tweet il segretario regionale di Articolo Uno, Carlo Rutigliano.
 
Salvatore Cosma, sindaco di Tursi 
Dopo tre anni e mezzo Marcello Pittella è stato assolto questa mattina dal Collegio Penale del Tribunale di Matera in primo grado per le vicende relative alla cosiddetta sanitopoli lucana. Sono stati tre anni e mezzo lunghi e difficili dove personalmente ho potuto vedere la sofferenza e il peso di giudizi mediatici ai danni di una persona che ha sempre lavorato per il bene della Basilicata. All’ex governatore mi lega un rapporto amicale di lungo corso che va oltre l’ideologia politica e le idee di partito. In questi anni di acqua sotto i ponti ne è passata e credo vivamente che piu di qualcuno debba delle scuse a quest’uomo. Dai falsi amici agli accusatori, passando per i leoni da tastiera e gli sciacalli dello scoop a tutti i costi. Personalmente sono felice e soddisfatto per la conclusione di una vicenda che si sapeva fin dall’inizio essere tutta una grande bolla di sapone che prima di scoppiate ha fatto giri immensi, seminando odio, rancore e causando danni alla salute delle persone. All’amico Marcello e a tutti i suoi cari vanno come sempre il mio sostegno e la mia vicinanza sicuro che tante altre belle sfide ci attendono per un futuro sempre migliore. Cancellare il passato purtroppo non si può ma vivere il futuro con rinnovato ottimismo e con la stima e l’amicizia di persone vere, rende il cammino senza dubbio migliore e più agevole. Auguri Marcello, leone ferito ma mai domo come solo un vero lucano sa essere
 
 

 

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