Lunedì, 31 Maggio 2021 15:52

AMBIENTE SVENDUTO: ANNUNCIATO IL RICORSO

Le condanne ci sono state (qualcuno dubitava che potesse accadere) e sono state pesantissime. La sentenza intanto stabilisce alcuni punti fermi. Il primo è che l'ambiente non può essere più svenduto.

E' proprio il caso di ribadirlo. In passato esistevano varie scusanti-attenuanti rispetto a ciò. La prime era quella che voleva fosse inevitabile l'inquinamento legato alla produzione. "Se volete il lavoro- si diceva- un pò di fumi ve li dovete respirare". Come per l'amianto della Valbasento e per le falde inquinate dei fiumi lucani e pugliesi. Niente di più sbagliato. Finita la stagione dell'industrializzazione selvaggia, in moltissime parti d'Europa si è incominciato timidamente a sostenere che lo sviluppo e la produzione potessero essere "sostenibili" e che non è proprio vera quella semplicistica affermazione legata all'inalazione di sostanze pericolose, dai fumi alle micropolveri. Taranto è un drammatico e dolente esempio di quello che l'industria ha rappresentato e che non dovrà mai più essere. I bambini morti e i tanti, tantissimi casi di malattie polmonari specie nel rione Tamburi, il più devastato dai fumi dell'ex Ilva, sono uno straziante esempio di quello che si sarebbe potuto evitare, magari non ottemperando alla logica del profitto, grimaldello di capitale gretto, becero e disumano. Un secondo punto fermo è la sconfitta dell'onnipotenza della produzione e del mercato. La giustizia ha fatto il suo percorso, per ora. Certo, i legali dei Riva hanno già annunciato l'appello e si andrà, speriamo velocemente, verso una sentenza "passata in giudicato". Ce lo auguriamo.La collega Rossella Petragallo di Trm Network ha seguito tutte le fasi di questa importante giornata. 

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