Domenica, 08 Settembre 2019 15:06

MELFI IL VESCOVO "DIRITTO ALLA SALUTE"

“L’incertezza che circonda l’Irccs Crob di Rionero in Vulture (Potenza) preoccupa tutti i cittadini del nostro territorio. Come vescovo sento il dovere di farmi portavoce delle donne e degli uomini di questa nostra comunità, che considerano il Crob un presidio irrinunciabile per il Vulture, per l’intera Basilicata e non solo, dato che ogni anno il livello di eccellenza delle cure erogate attira un numero importante di pazienti anche dal resto d’Italia”. Lo ha scritto – in un comunicato – il vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, monsignor Ciro Fanelli. Secondo monsignor Fanelli, “ogni legittima valutazione sulle criticità, sulle scelte di gestione amministrativa e del personale, sull’ottimizzazione della spesa sanitaria non può e non deve minimamente intaccare il diritto alla salute dei cittadini, un bene pubblico indiscutibile che va non solo difeso ma coltivato e promosso sempre di più. E questo obiettivo non può che coincidere con il rilancio dell’unico Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico presente in Basilicata, peraltro pubblico, un centro che negli anni ha raggiunto traguardi importanti nel campo della ricerca e dell’assistenza e che oggi costituisce un patrimonio di competenze e professionalità unico nel sistema sanitario regionale, con una forte integrazione con gli altri Irccs oncologici del Mezzogiorno”. Il vescovo di Melfi ha lanciato “un appello alle istituzioni politiche e sanitarie della Regione Basilicata e al nuovo Ministro della Salute, che conosce bene le difficoltà e le ricchezze di un territorio che è anche il suo. Spero fortemente che tutti sapranno fare squadra per risolvere i problemi del Crob avendo a cuore innanzitutto il bene delle famiglie, dei pazienti e dei lavoratori. Di certo – ha concluso – la Chiesa diocesana di Melfi-Rapolla-Venosa continuerà a prestare la sua voce alla propria gente e farà la sua parte per favorire il dialogo alla ricerca di soluzioni possibili e concrete” (Ansa).

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