Martedì, 09 Aprile 2019 13:05

IN MOTO VERSO IL CIELO

No, non si può dimenticare quel terremoto, quello di Aquila e i tanti piccoli morti, spentisi incolpevolmente e senza una accettabile ragione. Dieci anni fa, il 10 Aprile scrivemmo con rabbia e dolore questa nota per la rubrica "Contr-appunti". Ve la riproponiamo.

"Una piccola motocicletta, un giocattolo, forse con l’alimentazione a batterie, è in questo momento, (mentre è in corso la celebrazione dei funerali di Stato per le vittime del terremoto d’Abruzzo, mentre il cardinale Tarcisio Bertone officia la messa funebre) vicino a una piccola bara bianca. Un bambino ne era il proprietario. Un bambino ucciso dal sisma, una vittima innocente della furia della natura, uno dei 289 scomparsi dopo la scossa delle ore 3 e 32 di lunedì 6 Aprile. E’ forse l’immagine più commovente e drammatica di tutte quelle che abbiamo visto in questi giorni di dramma. Ma quella bara non è sola. Altri diciannove piccoli feretri, con un giocattolo o un animaletto di panno vicino, accompagnano il piccolo motociclista verso l’Aldilà. Riusciamo, per quanto con incredulità e anche con rabbia, a farci una ragione per gli adulti morti, ma non riusciamo a superare l’angoscia che ci dà la scomparsa di quei bambini. Per loro, soprattutto per loro, bisognerà fare luce su tutto perché, anche in questo momento di dolore e di raccoglimento, non dobbiamo dimenticare le parole dette ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Nessuno è senza colpe…Nessuno in questi casi dovrebbe chiudere gli occhi…Né chi costruisce, né chi acquista, né chi è chiamato a fare i controlli”. Che queste parole siano un monito per tutti, soprattutto per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Lo diciamo ancora una volta: per l’Abruzzo bisogna fare presto e bene, ma senza alcuno sconto per i responsabili".

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