Giovedì, 07 Marzo 2019 15:01

OCCUPAZIONE IN ROSA: AL SUD PEGGIO CHE NELLA GUYANA

Ma com'è possibile che ancora accadano queste cose. Come se non bastassero le violenze contro il genere femminile a indignarci, in una nazione che dovrebbe essere all'avanguardia sulla parità dei diritti, ora ci arriva anche la tegola dell'occupazione femminile che, a detta dello Svimez, è peggio di quella della Guyana francese e dell'enclave spagnola di Melilla...

... ambedue terre d'Europa unita. Leggete, per credere e indignarvi con noi. "L’occupazione femminile tra 15 e 64 anni nelle regioni del mezzogiorno è la più bassa d’Europa ed è inferiore perfino a quella della Guyana francese e dell’enclave marocchina di Melilla. A sottolineare il dato preoccupante lo Svimez che, alla vigilia dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, anticipa alcuni dati di una ricerca sulla condizione delle donne nel Sud, dalla quale emerge con chiarezza come il divario rispetto alla media europea, già elevatissimo nel 2001, si sia ulteriormente ampliato, arrivando sopra i 30 punti, nel 2017. Confrontando il tasso di occupazione delle 19 regioni e le due province autonome italiane con il resto delle 276 regioni europee emerge un quadro alquanto problematico. Le regioni del Mezzogiorno sono sensibilmente distanziate da quelle del Centro- Nord e si collocano tutte nelle ultime posizioni, con Puglia, Calabria, Campania e Sicilia nelle ultime quattro e valori del tasso di occupazione intorno al 30%, di circa 35 punti inferiori della media europea. Tra le regioni meridionali, prosegue l’analisi Svimez, le posizioni meno sfavorevoli sono quelle Abruzzo con un tasso di occupazione pari al 47,6%, Molise e Sardegna con tassi di occupazione intorno al 45%. Lo studio, inoltre, mette in evidenza come nel 2018 sono state 3 milioni 663 mila le donne che hanno svolto lavori qualificati, di queste, però, appena 851 mila sono meridionali, meno di un quarto del totale. Infatti, secondo elaborazioni Svimez su dati Eurostat ed Istat al 2018, si nota che il tasso d’occupazione femminile per le donne in possesso di laurea è ancora molto basso al Sud, appena il 63,7%, contro una media dell’81,3% in Europa, con punte dell’84,7% in Germania e 85,9% nei Paesi Bassi e dell’85,2% in Portogallo, e il 79,8% del Centro-Nord. Le donne laureate sono inoltre penalizzate anche dal punto di vista retributivo: una donna laureata da quattro anni che lavora al Sud ha un reddito medio mensile netto di 300 euro inferiore a quello di un uomo. Le donne lavoratrici dipendenti guadagnano in media 1.281 euro mensili nette, se sono impegnate a tempo pieno, contro i 1.398 delle loro colleghe nel Centro-Nord. “La questione femminile quindi, dal rapporto Svimez, appare essere ancora oggi una delle facce più evidenti e problematiche della più generale Questione meridionale”.

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