Stampa questa pagina
Venerdì, 04 Gennaio 2019 12:07

“MATERA DICA NO AL DECRETO SICUREZZA SALVINI”

“Siamo nel 2019, l’anno della consacrazione mondiale della Città di Matera quale Capitale Europea della Cultura. La città dei Sassi è insignita anche della onorificenza di Città della Pace e dei Diritti Umani".

"Il 31 dicembre 2018 si é tenuta a Matera la Marcia per la Pace che ha visto il coinvolgimento di tantissimi cittadini e istituzioni politiche e religiose”. Comincia con queste parole un appello inoltrato al primo cittadino materano da un drappello di associazioni (Sinistra italiana Matera, Diem25 Matera, Tolbà, Arci Basilicata e RiSvolta) affinché, seguendo l’esempio di altri illustri colleghi dia “concretezza ai titoli ricevuti” e adotti gli atti amministrativi per contrastare il provvedimento del Governo. “Non chiediamo un atto di disobbedienza civile o di obiezione di coscienza” è detto nella nota “ma la semplice applicazione dei diritti costituzionali che sono garantiti a tutti coloro che vivono nel nostro Paese”. “Gli uffici dell’anagrafe si trovano oggi in grave difficoltà” aggiungono le associazioni “dovendo rifiutare l’iscrizione anagrafica dei cittadini con permesso di soggiorno che determina l’impossibilità di accesso a servizi fondamentali e garantiti quali ad esempio “la libertà di movimento, il diritto alla salute e alle cure tramite il Servizio sanitario e l’inviolabilità del domicilio”. Il decreto sicurezza – spiegano gli estensori dell’appello – è un provvedimento disumano perché, eliminando la protezione umanitaria, toglie ogni residuo di comprensione nei confronti del dramma dei migranti. “Ma è anche criminogeno perché trasforma in ‘illegale’ la posizione ‘legale’ di chi ha regolarmente un permesso di soggiorno. Un permesso che viene ottenuto per ragioni umanitarie e che alla scadenza non può essere riconfermato perché’ non c’è più la protezione umanitaria. Un permesso che viene dato per effetto di un contratto di lavoro e che viene meno appena scade, senza i sei mesi necessari per potere trovare nuovo lavoro”. Il sindaco dimostri – è detto infine nella nota – che “Matera sui diritti umani ha una visione ed una cultura diversa da quella del Ministro dell’Interno. Abbiamo l’occasione per dimostrare al mondo intero che la Città Capitale europea della Cultura non é solo festa e consumo, ma vuol essere esempio di solidarietà e integrazione attraverso il messaggio che a Matera vengono prima gli esseri umani di ogni propaganda elettorale”.

 

Letto 30 volte