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Venerdì, 04 Gennaio 2019 12:02

ESPULSIONE: DE BONIS (M5S) RICORRE AI GARANTI E A GRILLO

Il senatore Saverio De Bonis, espulso il 31 dicembre scorso dai probiviri del Movimento 5 Stelle ha “inoltrato un reclamo al comitato di garanzia per fare chiarezza”.

“Sono stato eletto al Senato con il sostegno unanime degli agricoltori, degli allevatori, dei consumatori e dei cittadini lucani, rispetto ai quali va la mia gratitudine” ha scritto in un lungo post su Facebook il senatore De Bonis “Tre giorni fa mi hanno comunicato l’espulsione dal Movimento. Un colpo al cuore inaspettato che mi aveva portato a valutare l’idea delle dimissioni anche da senatore”. De Bonis citando “la sorprendente valanga di attestati di stima” da parte degli elettori e anche di “una parte cospicua della base” del Movimento che “nella pagina ufficiale del capo politico Luigi Di Maio” ha manifestato “perplessità e dissapore sulle espulsioni” ha deciso di inoltrare un reclamo sia al “Comitato di Garanzia” che al Garante Beppe Grillo “con l’intenzione di fare chiarezza in ordine alla mia posizione, ritenendo che quanto contestatomi non comporta un’automatica espulsione, ma piuttosto una scelta discrezionale da parte dei probiviri”. Una discrezionalità che a parere del senatore lucano “è stata condizionata da scelte politiche legate ai fanghi tossici, al TAP ed alla Xylella”. Al documento inviato ai garanti e a Beppe Grillo, il senatore lucano ha allegato anche i “certificati relativi ai procedimenti prescritti nel 2015, in quanto il caso dell’intervenuta prescrizione” spiega De Bonis “è rimessa alla discrezionalità dei probiviri e non comporta l’espulsione automatica”. “Fino a questo momento sono sempre stato osservante delle disposizioni del Movimento” aggiunge “tranne nel caso del decreto Genova. Principali motivi di dissenso sono legati ai temi della Xylella e del TAP: propaganda elettorale per il MoVimento 5 Stelle, motivo di coerenza per il sottoscritto”. “In quanto ai fanghi” aggiunge “è opportuno che tutti sappiate come è andata. La salute dei cittadini e la tutela della natura per me vengono prima delle logiche elettorali, motivo per cui ho manifestato il mio dissenso con forza ogni qualvolta mi si è presentata l’occasione. Non mi ha fermato neanche l’e-mail dei probiviri recapitatami” spiega ancora De Bonis “guarda caso, in data 28 novembre 2018 dopo la mia astensione al voto finale del decreto Genova (art. 41)”. “Che coincidenza” commenta ironicamente il senatore aggiungendo che “il principio di precauzione non mi ha fatto piegare il capo nemmeno dinanzi al contratto di governo (che non prevedeva l’innalzamento dei limiti degli idrocarburi minerali, diossine ed altri cancerogeni): la salute degli italiani prima di tutto”. “Ritengo” conclude De Bonis “di aver dimostrato a fatti e non ‘a chiacchiere’ di essere un coerente Portavoce per gli attivisti e per il gruppo parlamentare del MoVimento. In ottemperanza al principio ‘dura lex sed lex’ resto in attesa del parere del comitato e del garante Beppe Grillo perché restituiscano trasparenza e dignità alla mia persona per fatti di cui sia lo staff sia i referenti erano consapevoli”.

 

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