Lunedì, 01 Ottobre 2018 08:25

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: MALE IN BASILICATA

 La pubblica amministrazione la principale nemica delle imprese. Sempre più soffocate da timbri, carte e modulistica varia, una Via Crucis quotidiana che costa a ad ogni PMI ,mediamente, 7.000 euro all’anno, per un totale di 31 miliardi di euro.

Una mala burocrazia che sottrae ai piccoli imprenditori sempre più tempo e risorse per compilare un numero debordante di adempimenti, di certificati e per onorare una moltitudine di scadenze disseminate lungo tutti i 12 mesi. Una classifica “impietosa” emerge dall’ultima indagine condotta dalla Commissione Europea sulla qualità della Pubblica amministrazione a livello territoriale, elaborata dalla Cgia di Mestre. Rispetto ai 192 territori interessati dall’analisi realizzata nel 2017, le principali regioni del Centro-Sud d’Italia compaiono per 8 volte nel rank dei peggiori 20, con la Calabria che si classifica addirittura al 190esimo posto. Non va meglio alla Basilicata al 183esimo posto, ed alla Puglia, 178esima. L’indice della qualità della Pubblica amministrazione è il risultato di un mix di quesiti posti ai cittadini che riguardano la qualità dei servizi pubblici, l’imparzialità con la quale questi vengono assegnati e la corruzione. Il risultato finale è un indicatore che varia tra 100, ottenuto dalla regione finlandese Aland (primo posto), e zero che ha “consegnato” la maglia nera alla regione bulgara dello Severozapaden. Sebbene sia relegato al 118esimo posto a livello europeo, il Trentino Alto Adige (indice pari a 41,4) è la realtà territoriale più virtuosa d’Italia, seguono, a pari merito, altre due regioni del Nordest: l’Emilia Romagna e il Veneto .

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