Mercoledì, 19 Settembre 2018 00:20

MATERA 2019: C'E' IMMOBILISMO

‘Quando capitano occasioni straordinarie e non le si colgono, bisognerebbe interrogarsi, con pragmatismo, sulle capacita’ di un’intera classe dirigente. Il colpevole immobilismo con il quale la Puglia non ha azionato alcuna significativa leva di co-marketing su Matera Capitale Europea della Cultura...

... evidenzia il miope ‘vorrei ma non posso’ di un territorio schiacciato da un provincialismo manageriale, che le impedisce di costruire una visione capace di valorizzare pienamente opportunita’ irripetibili come questa’. Cosi’ Sergio Ventricelli, presidente di Dialogo’i, il Distretto Produttivo Pugliese dell’industria Culturale, a poco piu’ di cento giorni dal 2019, l’anno che vedra’ il capoluogo lucano, un’ora di automobile da Bari e Taranto, al centro di un’importante valorizzazione internazionale.  ‘I circa 400 milioni di euro stanziati un anno fa dal governo attraverso il Contratto istituzionale di sviluppo erano una suggestione importante. La proposta di Dialogo’i era di utilizzarli, per trasformare questo territorio in una piattaforma continua di scambi di affari, merci e turismo, con collegamenti ancor piu’ intensi e significativi. Niente di tutto questo e’ stato preso in considerazione. L’unica partita che si e’ deciso di giocare ruota attorno all’asse viario tra Bari e Matera. Di reti e infrastrutture sociali, culturali ed economiche nulla’. ‘La stessa sorte – aggiunge – che sta vedendo Bari, dove si moltiplicano i cantieri, ma non si preparano progetti di valorizzazione degli stessi, salvo poi affidarsi precipitosamente ai privati che, mai interpellati prima, dovrebbero investire prontamente. La sensazione e’ che la Cultura o, meglio ancora, l’industria culturale, non venga percepita come un collante adatto a favorire distretti industriali virtuosamente inseriti in contesti ambientali da valorizzare e internazionalizzare. Questa doveva essere la grande occasione di Matera. Invece, no. Il 2019 passera’, con la Basilicata che, presumibilmente, ne trarra’ dei vantaggi, forse meno a lungo termine di quanto sarebbe potuto essere, ma in ogni caso significativi. La Puglia – conclude – restera’ ai margini, vedendo passare un gran numero di persone e di merci sul proprio territorio, senza riuscire a costruire opportunita’ rilevanti e, cosa ancora piu’ grave, senza capirne il perche”.(Ansa).

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