Martedì, 07 Aprile 2009 00:00

UNA CATASTROFE NESSUNO SCONTO

E’ una catastrofe, una sciagura di immensa portata quella che ha colpito l’Abruzzo. Una scossa di terremoto (e, secondo gli esperti, non delle più devastanti) ha provocato molti morti, feriti e dispersi. Mentre scriviamo le vittime sono salite a oltre 170, i feriti sono circa duemila e 140mila gli sfollati. Alle 3 e 32 minuti di ieri mattina le viscere della terra hanno assestato un colpo mortale a una regione del centro Italia, mettendola letteralmente in ginocchio. Gli aiuti sono partiti, almeno così pare, per tempo. La Basilicata ha saputo muoversi con rapidità e le attrezzature per una tendopoli completa sono state inviate, insieme a centinaia di unità della Protezione civile e dei Vigili del Fuoco.
UNA CATASTROFE NESSUNO SCONTO
E’ una catastrofe, una sciagura di immensa portata quella che ha colpito l’Abruzzo. Una scossa di terremoto (e, secondo gli esperti, non delle più devastanti) ha provocato molti morti, feriti e dispersi. Mentre scriviamo le vittime sono salite a oltre 170, i feriti sono circa duemila e 140mila gli sfollati. Alle 3 e 32 minuti di ieri mattina le viscere della terra hanno assestato un colpo mortale a una regione del centro Italia, mettendola letteralmente in ginocchio. Gli aiuti sono partiti, almeno così pare, per tempo. La Basilicata ha saputo muoversi con rapidità e le attrezzature per una tendopoli completa sono state inviate, insieme a centinaia di unità della Protezione civile e dei Vigili del Fuoco. Una nobile gara ai soccorsi sta impegnando tutte le regioni italiane e molte nazioni straniere, anche se si rischia di fare troppo in un settore e tropo poco in un altro. Così è stato per il fabbisogno di sangue (è stato diramato un invito a sospendere le donazioni) e, sull’altro versante, per la piccola tendopoli di Onna (uno dei paesi rasi letteralmente al suolo, come Paganica), dove il freddo pungente ha costretto i terremotati a dormire nelle vetture. L’Aquila si presenta come se fosse stata bombardata a tappeto. Palazzi storici crollati, chiese sventrate, campanili a terra, la Prefettura ridotta al solo piano terra. Si tratta di edifici antichi, privi di accorgimenti antisismici. Ma sono crollati anche molti manufatti in cemento armato, compresa la casa dello studente e un prestigioso albergo. Lo stesso ospedale è stato evacuato per inagibilità, mentre le strutture alberghiere della costa (circa 15 mila posti letto) sono a disposizione dei senza tetto. In queste ore il governo, la maggioranza ma anche l’opposizione, sono impegnati a fare – come ha detto il capo del Pd Dario Franceschini – presto e bene. Il premier Silvio Berlusconi è stato sul posto ieri ed è tornato questa mattina. Già parla di una prima new town da realizzare nelle vicinanze del capoluogo in 24 mesi. Va bene così, purché la gente abbia di nuovo un tetto. Quello che, in ogni caso, bisognerà fare in una seconda fase, è scoprire come e perché una scossa al di sotto del settimo grado Richter (in Giappone la classificano come medio – forte) abbia potuto provocare simili danni. Fatalità? La natura che si ribella o, come molti pensano, il cemento degli edifici era, sì, armato, ma davvero male armato? Su questo, prestati i soccorsi, salvate le vittime e seppelliti i defunti, bisognerà indagare. Senza sconti per nessuno.
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