Mercoledì, 05 Dicembre 2007 00:00

FAUSTO O INFAUSTO?

Sembra di essere tornati indietro nel tempo. Circa dieci anni fa, un governo retto dall’attuale presidente del Consiglio Romano Prodi chiuse la sua esperienza per una rigida presa di posizione di un alleato, l’allora segretario del partito della Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti. Le ultime dichiarazioni dello stesso leader, oggi presidente della Camera dei Deputati, hanno riacceso una vivace polemica politica. In una recente intervista al quotidiano “La Repubblica”, Bertinotti ha praticamente avviato le procedure di fallimento del governo Prodi, riaprendo una stagione di contrapposizioni. E’ abbastanza facile immaginare il perché dell’infausto gesto.
FAUSTO O INFAUSTO?
 
Sembra di essere tornati indietro nel tempo. Circa dieci anni fa, un governo retto dall’attuale presidente del Consiglio Romano Prodi chiuse la sua esperienza per una rigida presa di posizione di un alleato, l’allora segretario del partito della Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti. Le ultime dichiarazioni dello stesso leader, oggi presidente della Camera dei Deputati, hanno riacceso una vivace polemica politica. In una recente intervista al quotidiano “La Repubblica”, Bertinotti ha praticamente avviato le procedure di fallimento del governo Prodi, riaprendo una stagione di contrapposizioni. E’ abbastanza facile immaginare il perché dell’infausto gesto. Il dibattito politico è stato caratterizzato dall’apertura tra il Partito democratico (nella persona del suo segretario Walter Veltroni) e il capo della nuova formazione di opposizione Silvio Berlusconi. Un confronto, nonostante i contatti che Veltroni ha avuto con tutti i rappresentanti dei partiti, sostanzialmente a due. Un dialogo, insomma, gestito tra i rappresentanti più consistenti, almeno elettoralmente, dei due schieramenti, che ha finito per mettere in ombra le consultazioni avute dal capo del Pd con gli altri esponenti della politica nazionale. Con ogni probabilità Bertinotti non ha voluto indugiare oltre e ha giocato d’anticipo,strizzando l’occhio alla componente più radicale e movimentista del popolo della sinistra. Le sue dichiarazioni suonano come un’apertura ufficiosa della nuova campagna elettorale, quella che potrebbe seguire alla verifica tra gli alleati del centrosinistra, prevista per l’inizio del prossimo anno. Veltroni, dal canto suo, si è affrettato a gettare una ciambella di salvataggio a Prodi e al suo esecutivo. Anche le sue esternazioni di oggi puntano ad abbassare il tono della polemica, rinforzando la tesi che, per quanto ormai ineluttabile, sarebbe davvero dannoso essere i responsabili della fine anticipata della legislatura. Soprattutto perché, quella in carica, è una formazione di governo che si basa su di una maggioranza di circa 25mila voti di differenza dal centrodestra e perché il dialogo sulle riforme istituzionali non dovrebbe avere effetti immediati sul governo incarica. Sta di fatto che, mai come in queste ore, Prodi sta sentendo scricchiolare sinistramente (è il caso di dirlo) la sua poltrona. Nel quadro nazionale, ad ogni modo, si inserisce anche la voce dell’ex primo ministro inglese Tony Blair che ha saputo essere chiaro fino all’inverosimile sul “caso” italiano. In soldoni, Blair dice che la sinistra di governo sarà costretta a scegliere tra la governabilità della nazione e una stagione di riforme da un lato e il sostegno della sinistra movimentista dall’altro. Oggi Veltroni si trova ad avere in mano il classico cerino acceso, senza che sia stato lui a provocarne la combustione. Passo Fausto o infausto? Questo lo dovrà decidere sia la politica che l’opinione pubblica, soprattutto se la situazione dovesse precipitare e ci si dovesse trovare di fronte all’inizio di un piano inclinato che porta troppo velocemente verso una nuova consultazione elettorale. Un dato, però, è da mettere in evidenza: è giusto e legittimo che un leader di partito pensi agli interessi (elettorali) della sua formazione: E’, però, altrettanto giusto e legittimo che il presidente della Camera, vale a dire una figura di altissimo profilo istituzionale, agisca come un segretario politico? La risposta ai cittadini – elettori…
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