L' URLO DEI PORTAFOGLI
Si, certo, capiamo che si tratta di un lavoro di otto mesi e non solo della manifestazione canora più famosa d’Italia. Si, certo sappiamo che altri direttori artistici hanno preso, in passato, cifre più o meno simili. Si, certo, immaginiamo che l’impegno comporta un particolare sforzo organizzativo e di spreco d’energie. Si, certo, comprendiamo tutto quello che volete, ma non ci si dica che il compenso che percepirà il noto Paolo Bonolis per realizzare e condurre il circo canoro di Sanremo risponde a criteri d’equità e soprattutto, dati i tempi che corriamo, di opportunità. Ci sono dirigenti d’azienda che guadagnano sicuramente di meno (qualcuno forse anche di più) per fare quadrare i bilanci e la produttività di aziende che altrimenti sarebbero già sul lastrico, con la conseguente messa in cassa integrazione e in mobilità delle loro maestranze. Siamo reduci da un G8 che sta cercando di impiantare un nuovo ordine economico e finanziario mondiale per far fronte a una crisi planetaria che non ha eguali. Il presidente degli Usa Barack Obama annuncia tagli sostanziosi ai compensi dei manager industriali a stelle e strisce. Non possiamo non dare ragione il sindaco di Matera Emilio Nicola Buccico che ha dichiarato: “Un milione di euro a Bonolis è un vero e proprio scandalo: che debbo dire alle centinaia di disoccupati e di precari che stentano e sopravvivere nella mia città?” Per quanto stimiamo Bonolis come uno dei conduttori – presentatori più capaci della nuova (si fa per dire) generazione post bongiornian – baudiana, la cosa non può lasciarci indifferenti. Mai come in questo periodo molti portafogli gridano vendetta.