Mercoledì, 28 Novembre 2007 00:00

RESTAINO SBATTE LA PORTA E SE NE VA

Evidentemente non ne poteva più di essere preso in giro. Erminio Restaino, capogruppo della formazione regionale Uniti nell’ulivo, ha rassegnato ieri pomeriggio le dimissioni dalla carica. Alla base della sua decisione (che ha avuto una marcata nota polemica nei riguardi degli altri consiglieri dello stesso gruppo) il fatto che, nonostante le intese registrate in sede di riunione dei capigruppo consiliari, nemmeno nella seduta d’aula di ieri è stato possibile eleggere il difensore civico, la cui poltrona ora è definitivamente vacante. Il mandato di Silvano Micele, avvocato e politico di spicco della “vecchia guardia” ex Pci, Pds, Ds, è infatti definitivamente scaduto 48 ore fa.
RESTAINO SBATTE LA PORTA E SE NE VA
 
Evidentemente non ne poteva più di essere preso in giro. Erminio Restaino, capogruppo della formazione regionale Uniti nell’ulivo, ha rassegnato ieri pomeriggio le dimissioni dalla carica. Alla base della sua decisione (che ha avuto una marcata nota polemica nei riguardi degli altri consiglieri dello stesso gruppo) il fatto che, nonostante le intese registrate in sede di riunione dei capigruppo consiliari, nemmeno nella seduta d’aula di ieri è stato possibile eleggere il difensore civico, la cui poltrona ora è definitivamente vacante. Il mandato di Silvano Micele, avvocato e politico di spicco della “vecchia guardia” ex Pci, Pds, Ds, è infatti definitivamente scaduto 48 ore fa, con il risultato che ancora oggi, nonostante i nomi circolati e ben tre votazioni infruttuose, la sedia dell’ Ombudsman lucano resta desolatamente vuota. A depositare le terga sulla poltrona di difensore civico hanno ambito in molti. Oltre una ventina le richieste di nomina mentre, fino a qualche tempo fa, la candidatura più gettonata sembrava essere quella di Filippo Console, già direttore generale del Consiglio regionale lucano. Tra le altre candidature, quella di Adeltina Salierno, avvocato, già consigliera regionale per due legislature e promoter della non riuscita avventura di una lista di sole donne per la presidenza della Provincia di Matera. In seguito è spuntata la candidatura (come accade in questi casi) più probabile, vale a dire quella del consigliere comunale di Potenza Paolo Galante. In ogni caso, la situazione resta confusa, dal momento che appare evidente che uno o più elementi del partito di maggioranza relativa, quell’Uniti per l’Ulivo che vede presenti insieme i consiglieri di Ds e Margherita, non abbiano accettato di buon grado l’ipotesi Galante, nonostante i presumibili unanimismi di facciata. In aula, poi, il risultato non ha prodotto alcunché, anche se il provvedimento prevede, dopo un certo numero di votazioni, il passaggio dalla “supermaggioranza” dei quattro quinti dell’aula (ovviamente a favore) alla cosiddetta “maggioranza qualificata”, peri a due terzi di voti favorevoli. A quanto è dato sapere, sul provvedimento si era registrata anche la convergenza dell’opposizione, che ha già annunciato di non essere disponibile a tollerare altri rinvii. Il tutto, quindi, ha ispirato l’azione di Restaino che, tra l’altro, non ha risparmiato una nota polemica all’indirizzo della presidente Maria Antezza, “colpevole” a suo dire di non avergli permesso di parlare e non ha voluto tollerare oltre lo stato di impasse creatosi e il mancato rispetto di ogni accordo.
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