Lunedì, 26 Novembre 2007 00:00

IL "FRAC" DI SOUTH HERITAGE

Da sabato scorso 24 novembre 2007 al 12 gennaio 2008 è partito all'interno di una serie di locations storiche della città di Matera(sede degli storici Rioni Sassi World Heritage Unesco), il progetto di mostra internazionale “Del contemporaneo”, frutto della collaborazione di Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporaneacon:Fondazione Nuovi Mecenati, Ministère Francaise de la Culture, Platform, Comune di Matera, Regione Basilicata, Unione Europea. Il progetto espositivo comprende numerosi lavori inediti per l’Italia, provenienti dalle collezioni dei FRAC - Fondi Regionali di Arte Contemporanea di: Alsace, Bourgogne, Champagne-Ardenne, Franche-Comté, Lorraine.
IL "FRAC" DI SOUTH HERITAGE
 
Da sabato scorso 24 novembre 2007 al 12 gennaio 2008 è partito all'interno di una serie di locations storiche della città di Matera(sede degli storici Rioni Sassi World Heritage Unesco), il progetto di mostra internazionale “Del contemporaneo”, frutto della collaborazione di Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporaneacon:Fondazione Nuovi Mecenati, Ministère Francaise de la Culture, Platform, Comune di Matera, Regione Basilicata, Unione Europea. Il progetto espositivo comprende numerosi lavori inediti per l’Italia, provenienti dalle collezioni dei FRAC - Fondi Regionali di Arte Contemporanea di: Alsace, Bourgogne, Champagne-Ardenne, Franche-Comté, Lorraine. Le opere, che evidenziano la varietà dell'arte contemporanea sia per tematiche che per medium utilizzati, oltre alla sede della Fondazione SoutHeritage, occupano una serie di locations storiche della città (Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola, Ex Convento di Santa Lucia Nova, Chiesa S. Pietro Barisano), interferendo con spazi fortemente caratterizzati, in senso storico, culturale e architettonico, creando così una serie di rimandi e allusioni, a volte palesi a volte più nascosti, quasi a coinvolgere il visitatore in un gioco mentale che si dipana lungo le varie sedi espositive. Questo dialogo oltre a presentare alcuni caratteri dell'arte internazionale, offre agli artisti e ai visitatori un'occasione per “abitare” spazi preesistenti e confrontarli con le esigenze contemporanee, mettendo in luce la vitalità della scena artistica internazionale non tanto attraverso una mostra quanto attraverso una dimensione. In quest'ottica le opere alternano così osservazione e partecipazione, riflessione e disorientamento, facendo diventare i diversi luoghi punti di incontro, spazi di relazioni tra arte contemporanea e storia, in un dialogo con il contesto che le ospita, dando vita ad un percorso che trasforma la visione del fruitore in esperienza concettuale. La maggior parte degli artisti invitati si è imposta all'attenzione generale grazie alla partecipazione ad importanti appuntamenti espositivi internazionali; ma è la prima volta che alcuni tra i più significativi artisti internazionali vengono presentati insieme in un contesto espositivo concettualizzato che intende consolidare ulteriormente l'immagine della città come luogo di cultura contemporanea. Si tratta di un' iniziativa creata appositamente per soddisfare la crescente richiesta di valorizzazione degli spazi urbani e di luoghi appartenenti alla memoria della città, che attraverso l'espressione artistica si arricchiscono di un valore aggiunto. Il progetto espositivo (a cura di Angelo Bianco) senza interferire ma interagendo con i luoghi, fa incontrare l'arte contemporanea con la storia di una città attraverso le opere di artisti, quali: Monica Bonvicini, Stanley Brouwn, Claude Closky, Décosterd & Rahm, Peter Downsbrough, Jimmie Durham, Robert Filliou, Fischli & Weiss, Ceal Floyer, Mario Garcia Torres, Dan Graham, Gary Hill, Barbara Kruger, Mathieu Mercier, Steven Parrino, Raymond Pettibon, Nathalie Rao, Hans Schabus, Lawrence Weiner e Erwin Wurm.
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