Giovedì, 15 Gennaio 2009 00:00

NON SI PUO' INDUGIARE OLTRE

Non si tratta di strumentalizzazione. La mancata presenza del governatore lucano Vito De Filippo ai lavori dell’ultimo consiglio regionale di martedì scorso non può essere presa, come si dice, sotto gamba. Meno che mai il fatto può essere valutato all’insegna della banalizzazione. Come si sa, il presidente della giunta di Basilicata non è stato in aula sin dall’inizio dei lavori consiliari. Ciò può accadere e, per il vero, è accaduto diverse volte. E’ normale che i “precedenti, inderogabili impegni” a cui si fa ricorso come giustificazione ufficiale, qualche volta corrispondano al vero. Gli esponenti di governo, compresi quelli dei governi regionali, possono trovarsi nell’impossibilità di presenziare alle sedute dell’assemblea consiliare.

NON SI PUO' INDUGIARE OLTRE

Non si tratta di strumentalizzazione. La mancata presenza del governatore lucano Vito De Filippo ai lavori dell’ultimo consiglio regionale di martedì scorso non può essere presa, come si dice, sotto gamba. Meno che mai il fatto può essere valutato all’insegna della banalizzazione. Come si sa, il presidente della giunta di Basilicata non è stato in aula sin dall’inizio dei lavori consiliari. Ciò può accadere e, per il vero, è accaduto diverse volte. E’ normale che  i “precedenti, inderogabili impegni” a cui si fa ricorso come giustificazione ufficiale, qualche volta corrispondano al vero. Gli esponenti di governo, compresi quelli dei governi regionali, possono trovarsi nell’impossibilità di presenziare alle sedute dell’assemblea consiliare. Quello che è difficile da mandare giù è il fatto che De Filippo non c’era proprio quando si doveva discutere la mozione di sfiducia presentata nei suoi riguardi da esponenti del centrodestra. L’importanza dell’argomento pretendeva la presenza in aula. Ciò non è stato, ma non si può gridare alla strumentalizzazione dell’accaduto perché tutti, Italia dei valori compresa, si sono presi la briga di commentare non positivamente l’accaduto. Non si è trattato di un semplice incidente di percorso, da dimenticare alla prossima seduta. Qui non traballa la poltrona di un assessore, ma quella del capo dell’esecutivo e il bradisismo politico che la rende malferma è dato dalle turbolenze interne alla maggioranza e, in particolare, al Partito democratico. Bisogna tornare al più presto in aula, presidente De Filippo per riportare, nel luogo deputato a questo genere di cose,il confronto tra maggioranza e opposizione. Non si può e non si può indugiare oltre.

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