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Sabato, 03 Gennaio 2009 00:00

L' ALTRO MONDO

a notizia ha avuto l’onore del taglio centrale sulla prima pagina del “Corriere della Sera”. La cosiddetta inchiesta Totalgate, avviata dalla Procura potentina della Repubblica e che riguarda una presunta commistione tra affari e politica, ruotante intorno a un imprenditore di Policoro, ha subito una brusca sterzata. Come ricorderete, in molti (oltre agli indagati) si sono ritrovati oggetto di un provvedimento di custodia cautelare in carcere o di uno, analogo, ai domiciliari.Una richiesta respinta dalla commissione per le autorizzazioni a procedere riguardava, addirittura, un parlamentare lucano.Da due giorni il Tribunale del riesame di Potenza ha riscontrato, se non andiamo errati, l’inesistenza del presunto “comitato d’affari” e ha revocato le custodie...

L' ALTRO MONDO

La notizia ha avuto l’onore del  taglio centrale sulla prima pagina del “Corriere della Sera”. La cosiddetta inchiesta Totalgate, avviata dalla Procura potentina della Repubblica e che riguarda una presunta commistione tra affari e politica, ruotante intorno a un imprenditore di Policoro, ha subito una brusca sterzata. Come ricorderete, in molti (oltre agli indagati) si sono ritrovati oggetto di un provvedimento di custodia cautelare in carcere  o di uno, analogo, ai domiciliari.Una richiesta, respinta dalla commissione per le autorizzazioni a procedere riguardava, addirittura, un parlamentare lucano.Da due giorni il Tribunale del riesame di Potenza ha riscontrato, se non andiamo errati, l’inesistenza del presunto “comitato d’affari” e ha revocato le custodie cautelari, non esistendo i motivi previsti dal codice, vale a dire la possibilità di inquinamento delle prove, la fuga all’estero e la reiterazione del reato. Francamente siamo disorientati. Pur credendo fermamente nella presunzione d’innocenza fino a prova contraria, sancita da una sentenza passata in giudicato e, di contro, riponendo fiducia nella magistratura, ci sembra che la grande pubblicità scatenata dai provvedimenti giudiziari non abbiano contribuito al necessario clima di serenità che questo delicato tipo di indagine richiede. Ne hanno risentito gli indagati, gli imputati e la stessa opinione pubblica, oggi in balia di sentimenti controversi. In queste vicende abbiamo scelto, al solito, la strada della cronaca, ma ci sentiamo delusi per le altalenati vicende della giustizia italiana e dei malcapitati che hanno subito l’inevitabile gogna mediatica. Sapevamo, dalle scritture sacre, che la giustizia non appartiene a questo mondo ma, con ogni rispetto per i giudici, tutto quello che è successo è roba dell’altro mondo, anche se, stoicamente, continuiamo a riporre fiducia nel potere giudiziario.

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