Lunedì, 12 Novembre 2007 00:00

WELFARE PER CNA C'E' SQUILIBRIO

“Non ci sono le condizioni per firmare il protocollo sul welfare”. Artigiani e commercianti lo hanno ribadito ieri alla commissione lavoro della Camera nel corso di un audizione sul disegno di legge di attuazione del protocollo stesso. Il protocollo, infatti, secondo Cna, e le altre organizzazioni dell'artigianato e del commercio accentua lo squilibrio della spesa sociale italiana a favore delle pensioni, dedica scarse risorse al sostegno di politiche attive del lavoro, contiene inaccettabili disparità di trattamento fra lavoratori dipendenti ed autonomi per quanto riguarda l'età di accesso alle pensioni di anzianità, le finestre di pensionamento e l'esclusione dei lavoratori autonomi dai lavori usuranti.
WELFARE PER CNA SI ACCENTUA LO SQUILIBRIO
 
“Non ci sono le condizioni per firmare il protocollo sul welfare”. Artigiani e commercianti lo hanno ribadito ieri alla commissione lavoro della Camera nel corso di un audizione sul disegno di legge di attuazione del protocollo stesso. Il protocollo, infatti, secondo Cna, e le altre organizzazioni dell'artigianato e del commercio accentua lo squilibrio della spesa sociale italiana a favore delle pensioni, dedica scarse risorse al sostegno di politiche attive del lavoro, contiene inaccettabili disparità di trattamento fra lavoratori dipendenti ed autonomi per quanto riguarda l'età di accesso alle pensioni di anzianità, le finestre di pensionamento e l'esclusione dei lavoratori autonomi dai lavori usuranti. “Si tratta in sostanza delle motivazioni che hanno impedito alle confederazioni nazionali di firmare il Protocollo sin dal 23 luglio scorso - spiega Antonio Catenacci presidente regionale della Cna- le agevolazioni a favore dei lavori usuranti saranno reperite ttraverso l'aggravio della pressione contributiva, alimentando la spirale perversa basata sul paradigma maggiore spesa - maggiori entrate. Il rinvio al 2010 della revisione dei coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione indebolisce pesantemente i contenuti della riforma Dini attraverso un ricorso improprio alla fiscalità generale”. Per il presidente lucano di Cna “Con il protocollo si conferma inoltre l’inaccettabile disparità di trattamento fra lavoratori dipendenti ed autonomi. Un esempio su tutti è quello relativo alle finestre di accesso al pensionamento: i tempi di attesa per i lavoratori autonomi aumenteranno fino a nove mesi per la vecchiaia e per la pensione di anzianità con 40 anni di contributi il doppio rispetto quelli previsti per i dipendenti. Su questo tema artigiani e commercianti hanno ricordato al governo la previsione del Protocollo, attuata con la legge 127 dell’estate scorsa, che ha aumentato le cosiddette pensioni basse – ha proseguito Catenacci. Quanto alle norme sul mercato del lavoro che introducono nuove rigidità per le imprese. “Basti pensare al caso delle novità sui contratti a tempo determinato, sul lavoro a chiamata, sul part time. Per l’apprendistato, poi, è stato chiesto che venga restituita alla contrattazione collettiva la possibilità di stabilire la retribuzione dell'apprendista secondo il criterio della gradualità. Preoccupa anche la mancanza di chiari elementi di valutazione sul futuro assetto degli ammortizzatori sociali. L'articolo 32 del nuovo disegno di legge – secondo il presidente regionale di Cna - dispone che dall'emanazione delle deleghe legislative inerenti gli ammortizzatori sociali, il mercato del lavoro e l'occupazione femminile non possano derivarne maggiori  oneri a carico della finanza pubblica.
Infine il capitolo contrattazione:dove il disegno di legge prevede la consultazione delle parti sociali, vengono indicate soltanto le organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti. L'estensione della concertazione anche alle organizzazioni imprenditoriali, invece, appare quantomeno necessaria”.
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