Venerdì, 09 Novembre 2007 00:00

WELFARE NON PER IMPRESE E GIOVANI

“Siamo soddisfatti del fatto che l’impianto generale del mercato del lavoro sia rimasto sostanzialmente intatto. Destano preoccupazione però tutti quei nuovi elementi di rigidità che rischiano di farci allontanare ancora di più dai parametri europei e di rendere più difficile l’inserimento dei giovani”. Questo il giudizio del presidente dell’Api Claudio Nuzzaci in relazione al nuovo impianto normativo sul Welfare dopo l’audizione della Confapi alla Camera dei Deputati, davanti alla XI Commissione. Secondo il presidente dell’Api “Sono assenti le politiche attive; mancano gli investimenti per incentivare le imprese a creare nuova occupazione e per continuare a mantenerla.

API UN WELFARE LONTANO DA IMPRESE E GIOVANI

“Siamo soddisfatti del fatto che l’impianto generale del mercato del lavoro sia rimasto sostanzialmente intatto. Destano preoccupazione però tutti quei nuovi elementi di rigidità che rischiano di farci allontanare ancora di più dai parametri europei e di rendere più difficile l’inserimento dei giovani”. Questo il giudizio del presidente dell’Api Claudio Nuzzaci in relazione al nuovo impianto normativo sul Welfare dopo l’audizione della Confapi alla Camera dei Deputati, davanti alla XI Commissione. Secondo il presidente dell’Api “Sono assenti le politiche attive; mancano gli investimenti per incentivare le imprese a creare nuova occupazione e per continuare a mantenerla. Nel protocollo è presente una generica dichiarazione di intenti basata sulla disponibilità a reperire risorse per favorire la stabilizzazione e l’occupazione. Di fatto, però, per un’impresa diventa ancora più difficile assumere giovani. Da quando è stato abolito il contratto di formazione e lavoro, il sistema degli incentivi alle imprese per l’ingresso dei giovani è stato rivoluzionato. Oggi il contratto di apprendistato è rimasto l’unico strumento incentivato per l’assunzione dei giovani. Ma è una formula che rimane poco utilizzata dalle imprese e non è ancora applicabile sul tutto il territorio nazionale a causa dei ritardi nell’adozione dei provvedimenti normativi regionali. Si tratta di un contratto reso ancor meno appetibile dall’aumento contributivo disposto dalla Finanziaria. E’ necessario sottolineare che dal gennaio 2007 gli sgravi a favore delle aziende che assumono dalle liste di mobilità sono di fatto diminuiti di un terzo, proprio a seguito dell’elevazione della contribuzione per gli apprendisti”. Nuzzaci non concorda anche con la scelta del Governo di limitare l’utilizzo del part-time: “E’ incomprensibile e in contrasto con le disposizioni comunitarie il fatto che si scoraggi l’utilizzo del part-time, prevedendo una contribuzione aggiuntiva sui contratti con orario inferiore alle 12 ore settimanali. Ciò ostacola l’inserimento in azienda, in particolare di donne e giovani”. Circa l’assenza della necessaria riforma all’indennità di malattia, Confapi ha avanzato una proposta che prevede che l’indennità venga posta a carico dell’Inps fin dal primo giorno: “Una misura di questo genere porterebbe molti e indubbi vantaggi proprio in termini di competitività e di rapporti sindacali. Verrebbero recuperati dei costi da parte delle imprese, sarebbero evitati degli scontri in fase di rinnovi contrattuali, sarebbe di fatto ridotto il costo del lavoro senza incidere sul trattamento economico in favore del lavoratore”, conclude Nuzzaci.

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