"DIALOGO" M5S-PD: LA DATA E' IL 3 MAGGIO

“C’è dialogo tra Pd e M5s, il mio mandato si chiude con esito positivo” così Roberto Fico, presidente della Camera ha chiuso la fase della sua esplorazione dopo aver riferito al Quirinale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella attenderà il 3 maggio, data di convocazione della Direzione del Pd per tirare le somme. “Passi avanti, ma anche differenze” precisa un dialogante Maurizio Martina, mentre le prime reazioni renziane sono fredde e non bisogna andare tanto lontano per registrarle. In Basilicata ad esempio c’è l’ortodosso renziano Salvatore Margiotta, responsabile nazionale infrastrutture e trasporti del Pd che in linea con la sua corrente rispolvera l’hashtag #SenzadiMe e commenta “Accordo con M5s é posizione assolutamente minoritaria nei gruppi parlamentari e in direzione Pd. Siamo un partito, che per cambiare linea necessita di deliberati di organi, non di ordini da Casaleggio”. A Margiotta, che per primo aveva citato un noto motivo di Enzo Jannacci, replica ironicamente il più dialogante (con il M5S) consigliere regionale Piero Lacorazza, vicino alle posizioni del presidente pugliese Emiliano: “…quelli che hanno hanno affossato il #PD, ed ora indicano al #PD cosa fare, oh yes….”. “La mia posizione è nota” aggiunge poi Lacorazza “Si vuol far saltare la linea del dialogo di Maurizio Martina? Se fosse così Matteo Renzi giocherà sulla paura dei parlamentari di tornare al voto per sostenere un governo del Presidente?”. Chi invece è in equilibrio (o in bilico) tra l’apertura e la chiusura al dialogo coi grillini è l’altro senatore renziano (moderato) Gianni Pittella che intervistato dalla Gazzetta del Mezzogiorno dichiara di rifarsi agli insegnamenti del presidente Giorgio Napolitano “nella nostra concezione della democrazia il confronto deve essere sempre possibile, con tutte le forze politiche. Anche con i 5 Stelle. Ma a una condizione: bisogna guardare in faccia la realtà”. “Dal Movimento 5 Stelle ci allontana prima di tutto il programma” ricorda invece Maria Cristina Pisani, giovane socialista portavoce del partito del garofano “il Pd, essendosi presentato con una coalizione” sottolinea “dovrebbe innanzitutto convocare gli alleati prima di assumere una posizione rispetto alle alleanze di governo”. Dall’altro lato ci sono i pentastellati. Gianluca Rospi, materano deputato del Movimento sintetizza così la sua posizione “Vogliamo stilare un contratto di governo e mi fa piacere che il Pd abbia mostrato interesse a dialogare con noi, ma gli esiti sono ancora tutti aperti, anche perchè il Partito Democratico il prossimo 3 maggio si riunirà e deciderà se sedersi al tavolo con noi per puntare a migliorare la qualità della vita degli italiani”. “Spero” aggiunge in linea con quanto affermato dal leader Di Maio “che si riesca nell’intento, altrimenti l’unica strada che rimane è il ritorno al voto. La nostra idea resta comunque quella di lavorare per dare un Governo del cambiamento agli italiani”. Cruciale sarà “la conta” delle rispettive posizioni dei dem in direzione nazionale, convocata il prossimo 3 maggio (da trmtv.it-Donato Mola).