UNA ZES APPULO-LUCANA

Quattromila ettari di Zona Economica Speciale in Puglia, di cui il 45% per Taranto. Dunque, circa duemila ettari per l’area ionica, più altri mille in Basilicata. Al centro ci saranno il Porto di Taranto, l’aeroporto di Grottaglie ed il Centro intermodale di Ferrandina (Matera). “Zone – spiega l’assessore allo Sviluppo economico della Puglia, Michele  Mazzarano – in cui poter investire per far crescere l’export”. “Per la parte lucana, che arriva fino a Lauria – aggiunge – siamo interessati allo sviluppo dell’agroalimentare. E all’automotive: alla inclusione quindi di Melfi, perché non guardi più solo al porto di Salerno, ma a quello di Taranto”. Le Aree produttive con vocazione economicamente connessa all’attività portuale e, messe insieme con la Zes, sono: Taranto, Statte, Massafra, Martina Franca, Palagiano, Mottola, Francavilla Fontana. Individuate aree di tipo A: quelle “infrastrutturate – spiega l’assessore – come dire, pronte all’uso”. E quelle di serie B, “sulle quali insistono vincoli, il cui utilizzo rischia di essere un po’ più lento”. “Fondamentale la Zes, ma non basta – osserva infine Mazzarano – qui si gioca una sfida fondamentale. Solo tra qualche anno potremo dire se la Zes sarà stata una buona intuizione, se avrà portato risultati che abbiano innanzitutto effetti sociali e cioè posti di lavoro” (da trmtv.it-Alessandra Martellotti).