TRENTASETTE ANNI FA...

Dal momento che nulla è cambiato rispetto a un anno fa, se non l'eventualità che qualche ricordo sbiadisca con l'avanzare dell'età, vi ripropongo quello che ho scritto in passato, all'insegna del "repetita iuvant". "Non lo dimenticheremo mai. Anche perché c’eravamo e abbiamo preso in pieno, anche qui a Matera, la “botta” del sisma del 23 Novembre del 1980. Era una domenica più o meno come le altre e molti di noi avevano trascorso la giornata festiva come avviene nelle famiglie meridionali. Mattina più o meno libera, pranzo abbondante con le famiglie, pomeriggio tra televisione e digestione, prima serata al cinematografo. La scelta, di Anna e mia, cadde su “Oltre il giardino”, bellissimo film di Hal Ashby, con Peter SellersJulie Andrews. Eravamo oltre un centinaio di cinefili, lì nella sala del Cinema Quinto (attuale sede dell’Archivio di Stato), a deliziarci con la superba interpretazione di Sellers, Chance il giardiniere, un lieve e ingenuo insufficiente mentale che finisce per arrivare sul tetto del mondo, vale a dire sulla poltrona del presidente degli Stati Uniti (nessun riferimento a Donald Trump). Tra il primo e il secondo tempo, alle ore 19 e 30 circa, un rumore sordo e insistente colpì la sala. Pensammo, di primo acchito, che fosse una vibrazione dovuta all’amplificazione della sala da ballo sottostante, ma le file delle poltrone sembravano essere diventate degli enormi serpenti in movimento. Panico, ma contenuto, luci spente, tutti fuori. La città era al buio. Ci rendemmo conto del terremoto appena passato, ma non sapevamo dove e cosa fosse successo. Restammo lì, sulle scale del cinema, in attesa di novità, mentre le luci si riaccendevano e la normalità sembrava essere ritornata. A quel punto, ma in pochissimi, non oltre una decina di spettatori, decidemmo di vedere anche il secondo tempo. Al ritorno a casa, dopo essere stati aspramente rimproverati per non aver dato notizie, apprendemmo che il sisma aveva devastato Potenza, la sua provincia e la vicina Irpinia. Da allora scattò l’emergenza. Molti di noi partirono per dare soccorso alle popolazioni. Molti si impegnarono nel coordinamento della raccolta di indumenti e nel trasporto delle tante roulotte che fecero da casa alle migliaia di terremotati. L'emittente materana Trm, in quei primi giorni di emergenza, diventò un importante polo di raccolta e smistamento degli aiuti, che arrivarono in grande quantità. Una gara, insomma, di solidarietà per chi aveva perso quasi tutto. L'azione immediata della Camera di Commercio, allora presieduta dall'imprenditore Angelo Tosto, riguardò la requisizione di tutta la panificazione prodotta dalla città dei Sassi, insieme agli altri generi di necessità, comprese tende, medicinali e abbigliamento. Nel frattempo il Governo si organizzò e varò le misure di emergenza, con il coordinamento affidato all'indimenticato Giuseppe Zamberletti, oggi presente a Balvano e a Potenza. Da quella sciagura nacque anche il Servizio italiano di protezione civile. A voler visitare i luoghi colpiti dal sisma fu, qualche giorno dopo, il pontefice Giovanni Paolo 2° che, a bordo di un elicottero, vide con sbigottimento i territori colpiti e portò la sua parola di conforto nel paese di Balvano, dove una chiesa era crollata sotto l'impatto delle scosse, seppellendo i fedeli presenti. Personalmente, fui contattato dal “Save the Children Fund” tramite i rappresentanti italiani del British Council per gestire i primi autotreni di soccorsi inviati dall’Inghilterra. Il primo problema da risolvere fu quello della distribuzione di viveri e vestiario. A Una settimana di distanza, i paesi dell’epicentro erano rigonfi di generi alimentari e di giacche a vento. La soluzione la offrì una grande persona, che aveva avuto il compito di monitorare la situazione igienico-sanitaria e intervenire, di riflesso, sulla destinazione degli aiuti. Il compianto prof. Rocco Mazzarone ci disse di evitare BalvanoMuro lucano e di puntare su BrienzaS.Angelo le FratteSasso di Castalda. Così facemmo e fu la scelta giusta. Nei mesi successivi organizzammo una base di smistamento a Matera, in collaborazione con la direzione dell’Archivio di Stato e con il Vescovado di Tricarico, che ci prestò i locali per stivare le merci. Dopo aver distribuito quintali di vestiario (altro che Brexit...), disinfettanti, pale, picconi, fornelli a gas e altri generi di questo tipo, ci ponemmo il problema di fermare la raccolta, ormai inutile, di questa mercanzia e di orientare gli sforzi su altro. Grazie alla generosità degli amici britannici, in sei mesi, fu possibile dotare Brienza e Sasso di Castalda di due (o tre) prefabbricati leggeri da utilizzare come scuole nelle frazioni di campagna e, in un anno, un prefabbricato pesante, destinato a centro polifunzionale didattico (completo di tutto) fu portato e montato a S.Angelo Le Fratte. Tutto ciò fu possibile grazie all’impegno senza risparmio dei signori JamesGiovanna Mourton, veri amici della Basilicata, passati da tempo a miglior vita. Anche grazie al loro impegno la Basilicata è risorta dalle macerie, ma qualche antica ferita resta ancora aperta, nelle terre di Basilicata e Irpinia.