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MATERA: TRE ANNI FA LA PROCLAMAZIONE

Durante l’arco di un intero anno, festeggiamo innumerevoli ricorrenze, religiose o meno, ad alcune diamo il peso giusto, altre date sarebbe meglio non ricordarle. Poi c’è chi non festeggia una ricorrenza per essere anticonvenzionale, forse perchè troppo polemico potremmo dire, e altri che vivono per le ricorrenze. Beh che tu faccia parte di una di queste categorie, non ha importanza. Perchè se tu sei materano, o ancor più, un lucano, sai che giorno è oggi...

...e non puoi non sorridere e festeggiare questo 17 ottobre. 3 anni fa, Piazza San Giovanni scoppiettava di energia quando il Ministro Franeschini pronunciò queste parole: “ La città Capitale Europea della cultura è la città di Matera”. Che gioia per la città senza tempo. Una piazza che per una volta non faceva distinzioni tra giovani e anziani, tra politici e imprenditori. Tutti erano lì a crederci. Forse la maggior parte non sapeva neanche in cosa credere o cosa significasse quella proclamazione. Ma quel giorno era in quella piazza. Ma anche chi non era in quella piazza, ha sentito il calore di un intero territorio che ha gridato quasi come un momento di liberazione. Chi da un pc, chi dal proprio smartphone, chi da altri paesi del mondo, era comunque lì in quella piazza. Ricominciava così una nuova fase. Ricominciava una nuova vita per i lucani. 3 anni fa, Matera e la Basilicata, avevano dimostrato al mondo che la frase “gli ultimi saranno i primi”, è vera. Cosa è accaduto dopo? Se guardiamo il dato turistico e culturale, la città ha fatto un grande salto di qualità. Turisticamente ancora inesplorata, è stato facile accogliere i tantissimi turisti provenienti da ogni parte del mondo che sono stati affascinati da cotanta bellezza di città; difficile è stato gestire i flussi perchè Matera non nasce come città turistica. Ma doveva, come diceva Verga “Industriarsi”; e lo ha fatto.Chi aveva qualche soldo da parte, lo ha investito per aprire una casa vacanze o per un ristorante. Perchè subito voleva e vuole cercare di approfittare del roseo momento.Non possiamo condannare forse i tantissimi b&b che in questi anni sono nati, perchè bisogna anche capire il momento in cui Matera è stata proclamata Capitale, ovvero nel pieno della crisi economica.Quindi la speranza echeggiava tra cittadini materani, ma anche lucani.A livello culturale, ogni cittadini, associazione o comitato, ha voluto e continua ancora, dare il suo contributo a che la città possa abituare gli stessi residenti e i suoi futuri cittadini ad essere abitanti culturali.Da quel 17 Ottobre di 3 anni fa sembra essere stata accesa una scintilla, che poi è diventata una fiamma che si spera possa non mai spegnersi.Per non parlare dei piccoli paesi della Basilicata, che attraverso il fervore culturale e turistico hanno riscoperto le loro radici e stanno portando avanti strategie che rilancino le attività cittadine e più in grande ad evitare lo spopolamenti creando imprese e vocazione culturale.Parliamo un po’ al passato in questo servizio commemorativo perchè in parte la politica non ha fatto per bene il suo dovere.Da crederci in pochi, ci hanno creduto tutti, e tutti hanno voluto appropriarsi, come fosse il carro della bruna, di un pezzo di Matera 2019.I ritardi iniziali, le elezioni, i pochi chiarimenti, le discordie, hanno portato ad accelerare un processo che stenta ancora a decollare.Ma non c’è tempo di criticare o fare commenti. Perchè siamo a meno di due anni da che il mondo punterà i fari sulla città e sulla Basilicata tutta e ancora tanto c’è da fare.E ognuno di noi ha un compito, quello di fare il proprio dovere di cittadino materano e non, affinchè questo sia ricordato negli annali come il momento più grande della storia del sud Italia, dove sono stati i cittadini, con la loro storia, con le loro tradizioni e con il loro agire quotidiano, ad aver vinto il futuro.Ed è a questo che servono le ricorrenze, a ricordarci chi siamo stati e cosa vogliamo essere (da trmtv.it-Giulio Traietta).