SEMINA E DESERTIFICAZIONE

Sabato 30 settembre e Domenica 1 ottobre a Matera è di scena il GraNotill della Cultura: istituzioni, scuole e mondo agricolo si incontrano per parlare della semina diretta, una possibile risposta ai rischi della desertificazione. “E se domani ci svegliassimo in un deserto senza poter più coltivare grano?” è l’interrogativo al centro del GraNotill della Cultura, organizzato da Semina Diretta 2.0 no profit, che il 30 settembre e il 1 ottobre a Matera...

metterà a confronto istituzioni, tecnici e specialisti del settore di FAO, UNESCO, ISPRA, Università, scuole e Regione Basilicata per discutere insieme di una delle sfide cruciali per il nostro futuro: il rischio desertificazione in Italia. Nella prima giornata i protagonisti saranno bambini e ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori che presenteranno idee e lavori sulla conservazione del suolo lucano, nazionale ed internazionale. Questa iniziativa è il frutto degli incontri presso gli istituti scolastici di primo e secondo grado e presso gli istituti tecnici che Semina Diretta 2.0 no profit, in collaborazione con UNESCO ASP (Associated School Project network) e la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, ha organizzato in queste settimane per informare e coinvolgere le nuove generazioni sul delicato tema della desertificazione. Sabato 30 alle ore 10 si terrà il convegno “Semina diretta e tutela dell’ambiente” presso la Sala Consiliare del Palazzo della Provincia di Matera, nel corso del quale si illustreranno i vantaggi della semina diretta rispetto alla tecnica tradizionale nel frenare il fenomeno della desertificazione e la perdita di fertilità e biodiversità. All’incontro interverranno relatori di organizzazioni nazionali e sovranazionali tra le quali ISPRA, FAO, CNI UNESCO, nonché dell’Università degli studi di Roma e di Palermo, del CREA e dell’autorità di Gestione del PSR, dopo i saluti dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata e del Sindaco di Matera. I visitatori della magnifica piazza Vittorio Veneto, nei sassi di Matera, avranno modo di apprezzare una seminatrice per semina diretta e del suo funzionamento esposta per l’occasione. Domenica 1 ottobre, dalle ore 10, avrà luogo il seminario tecnico dedicato agli addetti ai lavori dal tema “Il residuo colturale: gestione e rilevanza agronomica” presso l’IT Agrario G. Briganti in Contrada Rondinelle. Università ed esperti del settore parleranno dell’importanza agronomica del residuo colturale e della sua gestione nell’ambito della semina diretta. Una tavola rotonda con Direct Seeders in rappresentanza di Lazio, Puglia, Basilicata, Molise concluderà i lavori della mattinata. A seguire un “light lunch” a base di Pastalife™, la pasta che tutela l’ambiente, realizzata dai Direct Seeders di Semina Diretta 2.0 e preparata secondo ricette lucane dai futuri chef dell’istituto alberghiero A. Turi di Matera. I lavori si concluderanno con la dimostrazione dinamica in campo di attrezzature per la semina diretta sotto l’occhio vigile dei droni. Seminatrici sostenibili ed innovative saranno a disposizione dei Direct Seeders per una valutazione condivisa della modalità di semina, dove la deposizione del seme precisa ed efficace non perderà mai di vista il massimo rispetto del suolo, mai mosso o rivoltato. I droni si alzeranno in missione per valutare dall’alto le operazioni di semina ed aiutare il Direct Seeder ad individuare il periodo migliore per una semina diretta di successo. "Cambiamenti climatici, tecniche agronomiche che impoveriscono il suolo e siccità - spiegano gli organizzatori - stanno modificando, progressivamente e in maniera sempre più significativa, le aree agricole del nostro Paese. La questione della desertificazione rappresenta, senza dubbio, uno tra i più complessi e preoccupanti processi di degrado ambientale dei nostri tempi e in questo scenario proprio la Basilicata è, a livello nazionale, uno dei territori più a rischio, con un livello di desertificazione pari al 55% (dati CNR). Per questo motivo Semina Diretta 2.0 no profit ha avviato una collaborazione con la Regione Basilicata ed ALSIA (Agenzia lucana di sviluppo e di innovazione in agricoltura) per attivare un percorso virtuoso finalizzato ad una sensibilizzazione capillare non solo degli addetti ai lavori, ma anche delle istituzioni e dell’opinione pubblica, mettendo in campo azioni mirate ad arginare il fenomeno della perdita di fertilità del suolo. Si tratta di una tecnica di agricoltura conservativa che prevede la semina su terreno non arato. Praticata da diversi anni, raggiunge in Italia circa l’1% della superficie agricola utilizzata (dati FAO), mentre nel mondo copre complessivamente una superficie pari quasi a tutto il Mar Mediterraneo. La semina diretta è la massima espressione tra le tecniche finalizzate alla difesa del territorio: si effettua su terreno non lavorato senza arrecare alcun danno al suolo e garantisce indiscutibili vantaggi di carattere ambientale, contenendo erosione ed emissioni di CO2, economico - dal momento che permette agli agricoltori di ottimizzare l’organizzazione aziendale - e agronomico - ripristinando fertilità e biodiversità del suolo".