IL PANE DI MATERA: DA 500 GRAMMI A 10 CHILI

“Dopo aver seguito direttamente l’istruttoria a Roma e a Bruxelles, finalmente è giunta, l’attesa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea della domanda di modifica del disciplinare di produzione della IGP Pane di Matera richiesta dal Consorzio di Tutela del Pane di Matera IGP, che fa la sintesi del lavoro degli ultimi anni e delle osservazioni provenienti dagli stessi panificatori. E’ quanto comunicato dall’assessore alle politiche agricole e forestali della Regione Basilicata, Luca Braia. Rimane fermo l’utilizzo obbligatorio di almeno il 20% di semola e semolato rimacinato delle varietà lucane quali Cappelli, Duro Lucano, Capeiti, Appulo coltivate nel territorio della provincia di Matera, che vanno preservate e valorizzate. Si lascia, però, la possibilità utilizzare anche nuove varietà di grano duro e di ampliare, per il restante 80%, la scelta della semola e del semolato da utilizzare nel processo di produzione del Pane di Matera.Per far fronte alle nuove esigenze dei consumatori e della piccola e grande ristorazione, il “Pane di Matera” passa dalle pezzature da 1 o 2 kg attualmente previste, a un ampliamento che va da 500 g a 10 kg in modo da soddisfare da un lato l’esigenza delle famiglie che richiedono pezzature minori, per evitare sprechi, e dall’altro lato quella del settore dell’accoglienza, della ristorazione e del turismo che richiede pezzature sempre più grandi, che possano essere conservate più a lungo e che si prestano meglio all’affettatura. L’auspicio – conclude Braia – è che tali cambiamenti possano consentire di ampliare il numero dei panificatori sul territorio e di avere un maggiore quantitativo di prodotto, rispettando un disciplinare di qualità, da mettere a disposizione del mercato e delle migliaia di turisti che lo richiedono.