DIECI ANNI FA MORIVA "BIG LUCIANO"

Nella giornata di ieri, dieci anni fa, moriva "big Luciano". Luciano Pavarotti moriva a Modena. Della malattia si sapeva ma fu una notizia inaspettata. Era stato appena dimesso dall’ospedale dov’era stato ricoverato d’urgenza un mese prima per un’infezione polmonare; ultimo attacco a un fisico debilitato e mai più ripresosi dall’intervento di tumore al pancreas cui era stato sottoposto nel 2006 negli Usa. Pochi giorni prima l’allora ministro Francesco Rutelli gli aveva conferito il Premio per l’eccellenza della cultura, sottolineando nella motivazione quanto la 'battaglia contro la malattia' portasse i segni della determinazione con cui "l’artista si era affermato nel mondo con una carriera formidabile". A Modena era nato il 12 ottobre 1935. A dieci anni dalla morte, Luciano Pavarotti può ancora indicare un modo di far sentire l’opera parte del nostro mondo che disgusta i puristi. Ma che, come fecero capire i numeri di vendita di allora, proprio sull’esempio di Big Luciano - Il Volo, piacciano o no, sono suoi figliocci virtuali - ha fatto dialogare con naturalezza, seppure in serate non ordinarie, l’opera e il jazz, il pop e il melodramma, il teatro lirico e le star del cinema e del rock. Senza graduatorie ma gareggiando in bravura e simpatia. Perché Pavarotti fu uno straordinario tenore, anche e soprattutto senza microfono, ma nacque mediatico e globale quando la rete si stava ancora organizzando, e al posto di gattigliare post sui social c’erano i rotocalchi da sfogliare (da Repubblica.it- Angelo Foletto).