IL GIORNO DELLE COZZE

"Il Ministero della Sanità appura che Napoli è stata colpita da un’epidemia di colera. Una constatazione che giunge quando, già  da sei giorni, nella città si era diffusa l’infezione da vibrione colerico, che ben presto si estende anche alla Puglia (due giorni dopo viene scoperto e isolato un caso a Bari).  Nel giro di sette giorni, con la  più grande operazione di profilassi condotta dopo la fine della guerra, vengono vaccinati un milione di napoletani. In totale, su 277 casi accertati, si ebbero 24 morti a Napoli e 9 in Puglia, di cui 3 nella sola Bari". Rainews ricorda efficacemente quel 28 Agosto del 1973 e, in effetti, l'ondata di preoccupazione fu forte e si estese in tutta la nazione. Il sistema sanitario nazionale reagì con determinazione e il fenomeno fu immediatamente circoscrtitto e neutralizzato. Restano i morti che, per una nazione ad economia "avanzata" furono davvero tanti. A latere dell'evento nacquero alcuni "fescennini" come il famoso "Vedi Napoli e poi muori...di colera".  L'episodio non fu dimenticato, tanto che nella campagna elettorale del referendum abrogativo della legge sul divorzio (si votò nel maggio 1974) il fronte divorzista rispose allo slogan degli antidivorzisti (SI, come il giorno delle nozze) con un caustico "NO, come il giorno delle cozze"!