INCENTIVI ALL'OCCUPAZIONE: IN 10MILA LI PRENDONO

“Nel quinquennio 2011-2015 i beneficiari di interventi di politica attiva e, più precisamente, coloro che, attraverso incentivi all’occupazione, hanno visto uno sbocco occupazionale, in Basilicata sono stati 10.954 con una punta minima di 9.607 nel 2014 ed una massima di 13.734 nel 2015”. I dati sono contenuti in un’indagine della Ui... ...secondo cui il periodo considerato “è un lasso temporale importante dal punto di vista statistico, poiché racchiude anni di acuta crisi del nostro sistema produttivo ed occupazionale. Nel dettaglio oltre undicimila beneficiari hanno goduto di incentivi all’occupazione a tempo indeterminato e circa duemila di incentivi per cosiddetti contratti a causa mista. A livello territoriale la media dei beneficiari nel quinquennio registra 6.931 unità in provincia di Potenza e 4.023 in quella di Matera”. Il segretario generale della Basilicata della Uil, Carmine Vaccaro, ha sottolineato che “ogni anno si spendono molte risorse pubbliche nazionali per interventi volti ad ‘incentivare’ l’inclusione ed il mantenimento dell’occupazione. Ma è giunto il momento di fare un’analisi attenta e profonda e valutare se e quanto questa importante gamba del nostro mercato del lavoro, vale a dire il ‘sistema di politiche attive’, sia realmente efficace per arrivare ad un obiettivo fondamentale: alzare quantitativamente e qualitativamente il livello di occupazione. In sostanza, ci si deve chiedere, alla luce dei profondi cambiamenti che caratterizzano il nostro sistema normativo sul e per il lavoro, se si stia completando quel percorso di riforma in cui, alla riduzione del sistema di tutele avvenuto a seguito delle modifiche al regime sanzionatorio dei licenziamenti e alla rivisitazione degli ammortizzatori sociali, corrisponda un aumento dell’inclusività delle persone e di maggior ‘sicurezza’ nelle fasi di transizione tra un posto di lavoro, garantendo, così che le stesse non vengano lasciate sole. Quindi – ha concluso Vaccaro – politiche attive significa avere, certamente, una rete diffusa e specializzata che prenda in carico le persone più fragili ma, anche, dotarsi di una forte strumentazione che incentivi le imprese ad assumere”.